Pd scissione. Prodi parla di “suicidio”. Letta e Cuperlo accusano Renzi. Bindi lo implora

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Agenpress – “Faccio decine di telefonate, certo non sono indifferente alla scissione. Colloqui privati, tali rimangono”. A parlare è Romano Prodi, che si dice angosciato per quello che sta accadendo all’interno del PD. “Nella patologia umana c’è anche il suicidio”, dice l’ex premier, parlando della scissione, convinto di non rassegnarsi. “Semmai, mi intristisco”, spiega in una intervista a Repubblica. “E se è vera la crisi di sistema che abbiamo descritto, va affrontata, combattuta, sconfitta. Io non mi rassegno affatto”. “La soluzione, per poi rimettersi insieme, non può certo essere la frammentazione”.

“La responsabilità maggiore per la rottura ce l’ha il segretario”, replica Enrico Letta, in un colloquio con il Corriere della Sera. “Non è possibile distruggere tutto così, sfidare la minoranza e magari essere pure contento se vanno via,  si sta aprendo un’autostrada a Grillo, a Salvini e al ritorno di Berlusconi”.

Rosy Bindi chiede a Matteo Renzi di non chiudere “le porte di un partito che a lui le ha spalancate, forzando anche l’architrave”, perché “ha bisogno di coloro che invece guarda andarsene quasi con soddisfazione. E per fare un passo avanti deve dire con chiarezza che la legislatura arriverà a scadenza naturale”.

“Renzi sembra non capire l’effetto che avrebbe una scissione. Se fosse così, se non ha capito, avrei davvero la conferma della sua inadeguatezza”, commenta Gianni Cuperlo, in un’intervista a Repubblica sulla crisi del Pd. “Lui pensa di aver vinto e invece ha perduto perché le minoranze avranno fatto i loro errori ma se il Pd si rompe la responsabilità più grande è di chi stava alla guida”, rileva Cuperlo, per il quale “sarebbe un altro errore” da parte di Renzi non partecipare alla direzione oggi, “dopo quello di domenica quando il segretario non ha sentito il dovere di alzarsi e replicare”.

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