Rossi critica la retromarcia di Emiliano. Ha scelto la via dell’asino. Il PD non è più il mio partito

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Agenpress – “Ho detto che avrei lasciato il partito per costruire una nuova forza politica di sinistra e ora tengo la barra dritta, anche se non è facile. Lo faccio per ragioni profonde, non certo per la data del congresso. Non me la sento di partecipare ad un congresso che sarà solo una re-incoronazione di Renzi”.

Lo dice Enrico rossi, governatore della Toscana,  in un’intervista a La Stampa, dove parla del di Michele Emiliano, che ha scelto la strada dell’asino, citanto una frase di Le Corbusier.

“Tortuosa è la strada dell’asino, dritta quella dell’uomo, scriveva il grande architetto. Ecco, io ho scelto di seguire la strada dritta, Emiliano quella dell’asino”.

“Domenica sera abbiamo firmato con lui e Roberto Speranza una nota durissima che annunciava la scissione. Poi l’ho sentito lunedì in giornata, mi ha detto che ci saremmo risentiti la sera. Ma quella telefonata non è arrivata. Non ha concordato nulla con noi”.

“Le condizioni per restare non ci sono, il PD non è più il mio partito, da Renzi ci divide l’analisi sulla società italiana e le risposte da dare alla crisi”, aggiunge.  “Ma ricordo che il nostro avversario è la destra, non il PD. Con i  dem bisognerà provare a ricucire, anche immaginare un’alleanza”.

“Dobbiamo fare una separazione consensuale, sapendo che abbiamo idee diverse e che, se poteva essere fatto uno sforzo per tenerci insieme, doveva essere fatto prima di tutto dal segretario uscente. Non è stato fatto, dunque bisogna prenderne atto. Poi, però, ci saranno convergenze programmatiche e ci dovremo re-incontrare, ecco perché deve essere una separazione serena.

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