Intervista ad Emanuele Fiano sui tesseramenti sospetti

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Agenpress. «Ho potuto verificare che nessuno dei tesseramenti sospetti è stato accettato, ma questo non significa che non si tratti un avvenimento grave». L’osservatore incaricato dalla presidenza Pd, il deputato Emanule Fiano, rivendica il funzionamento degli anticorpi del partito in Campania ma sa bene che il nuovo caso a Napoli è destinato a peggiorare la già precaria condizione del partito nella regione».

D. Fiano, a che punto è il suo lavoro di osservatore?

R. «Ho analizzato cinque episodi sui quali sono stato incaricato in base alle segnalazioni giunte alla direzione e svolgerò un’accurata relazione a Guerini. Ho verificato che non sono state accettate le iscrizioni segnalate dimostrando che i filtri predisposti dal partito hanno funzionato».

D. Resta però la gravità dei comportamenti messi in atto.

R. «Certo e abbiamo intenzione di intervenire anche duramente».

D. Come pensate di agire?

R. «Ho chiesto al partito locale di offrirmi un quadro completo di tutte le operazioni prima di prendere provvedimenti, ma serve una risposta seria, siamo pronti anche ad espulsioni. Segnalo però che in diversi casi si tratta di persone esterne al partito, lo stesso Michel Di Prisco non è iscritto al Pd?».

D. Quanto inciderà sul congresso questa vicenda?

R. «Non sono in grado di valutarlo. Non sono un commissario. Sono stato chiamato ad occuparmi di pochi, gravi, ma singoli episodi. Da un punto di vista puramente aritmetico però parliamo di un impatto marginale che riguarda 300 richieste di iscrizione. Altro discorso è il danno di immagine».

D. A Napoli mancano le condizioni di legalità come sostiene Bassolino?

R. «Dovrei avere un tempo più lungo per valutare. Certo non è la prima volta che vengono alla luce pratiche non chiare ma, ripeto, abbiamo visto funzionarie i filtri preventivi predisposti prima della segnalazione dei media. Si parla di persone mai viste».

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