De Magistris. Gasparri. Non può fare il sindaco. Meloni. Paghi i danni. Carfagna. Dica da che parte sta

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Agenpress –  “De Magistris si è comportato da provocatore. Ieri da magistrato ora da amministratore, si rivela totalmente inadeguato ai ruoli pubblici che ha ricoperto. Siamo a una forma di teppismo istituzionale sulla quale urge un dibattito anche in Parlamento, perché la città di Napoli ha storia e tradizioni che non possono essere infangate”.

Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (FI). “De Magistris non è in condizione di fare il sindaco di Napoli. Va rimosso perché ha alimentato e aizzato la violenza urbana, ledendo principi democratici fondamentali. D’altra parte basta vedere la base elettorale che lo ha sostenuto, taluni centri sociali, delle vere e proprie sette che sono una specie di schieramento di lanzichenecchi al suo servizio, per capire di che pasta sia fatto”.

“Quanto accaduto a Napoli è scandaloso. Si possono contestare con comizi, discorsi e interventi le affermazioni di chiunque, anche quelle di Salvini. Ma non si può capeggiare una giornata come quella che ieri ha vissuto la città. Se si è in disaccordo non mancano i luoghi e le occasioni per esporre pensieri diversi”

Per la la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni De Magistris ha “fomentato questi quattro deficienti, adesso la sistemazione della città spero che la pagherai a spese tue e non a spese dei napoletani”.

In una nota Mara Carfagna, parlamentare di Forza Italia e consigliere comunale a Napoli scrive che il Comune di Napoli si deve costituire “parte civile nel processo contro chi ha asserragliato e distrutto un quartiere della città, così sarà chiaro, con i fatti e non solo con le parole, che si sta dalla parte della legalità. Ora è arrivato il momento per Luigi de Magistris di schierarsi pubblicamente”.

“È arrivato il momento di far capire se sta dalla parte di Napoli e dei napoletani o se preferisce continuare a ‘coccolare’ la sua falange armata. Quella falange armata che ieri ha devastato la città e che ha causato moltissimi danni. Ed il conto di quei danni non lo devono assolutamente pagare i napoletani attraverso le tasse che versano al Comune. Sia de Magistris a trovare il modo per recuperare i soldi, paghino i devastatori e chi li ha fomentati ed incitati, ma non paghino i napoletani. Perché quanto accaduto ieri fa pensare al mondo che Napoli non sia una città normale bensì una ‘Repubblica autonoma fondata sull’odio e sulla violenza’ di cui de Magistris si considera l’imperatore”.

 

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