Torino. Progettava un attentato in Italia, arrestato un marocchino. Sul web inneggiava l’Isis

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Agenpress – I carabinieri del Ros hanno arrestato a Torino Mouner El Aoual, marocchino di 29 anni.  Irregolare in Italia dal 2008, promuoveva sul web l’ideologia Isis e istigava a compiere attentati contro i “miscredenti”.

Il marocchino arrestato dai carabinieri del Ros in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Torino. L’uomo è ritenuto “gravemente indiziato dei reati di associazione finalizzata al terrorismo internazionale e di istigazione a delinquere ed apologia di reato aggravati”.

L’uomo è  coinvolto nell’attività di indagine per la  prevenzione e il contrasto del fenomeno dei cosiddetti  “foreign fighters” e “lone wolves”, che nel mese di settembre 2016 era stato individuato come residente in Italia.

Stava progettando un attentato in Italia e si era infiltrato in una famiglia torinese che per nove anni lo aveva ospitato senza mai sospettare che fosse un affiliato dell’Isis.

In Italia dal 2008, era riuscito a conquistarsi la fiducia di due italiani S.M. e F.G., madre e figlio, “tanto da farsi ospitare per nove anni e da essere da loro considerato quasi alla stregua di un figlio adottivo”.

Deve rispondere dell’accusa di terrorismo, istigazione a delinquere e apologia di reato perché su Facebook, dove utilizzava il nickname “Salah Deen”, aveva  condiviso immagini di propaganda jihadista. Ma non  erano immagini di repertorio, facilmente reperibili. E proprio questo elemento aveva insospettito la Procura che aveva immaginato che dietro quell’identità potesse nascondersi un vero esponente del’Isis.

“Contestualmente alle attività dirette all’identificazione dell’utente Salah Deen, nell’ambito della cooperazione internazionale di polizia, il Federal Bureau of Investigation (Fbi) statunitense aveva riferito alcune informazioni a proposito di un soggetto attivo in una chat room sul social network Zello con il nickname “ibn dawla7” (“figlio dello Stato” inteso Stato Islamico)”. In particolare, come sarebbe meglio emerso in seguito, “lo stesso era tra gli amministratori di un canale chat tematico denominato “Lo Stato del Califfato Islamico” e, localizzato in Italia, aveva esternato la volontà di pianificare un attentato terroristico nel nostro Paese ed era alla ricerca di altri sodali per la sua realizzazione”.

El Aoual, inoltre, “diffondeva consigli indirizzati dall’IS ai lupi solitari e ai foreign terrorist fighters”; pubblicava materiale su tecniche di combattimento, di assassinio, di depistaggio dei controlli delle forze di polizia e sui comportamenti da tenere nei Paesi occidentali per diventare “invisibili”; giustificava, inneggiava e approvava gli attentati recentemente commessi in Germania, Svezia e Francia; istigava a compiere attentati contro i “miscredenti”.

 

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