Legittima difesa. Si può sparare se aggrediti di notte e in casa propria se sussistono le necessità

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Agenpress – Con 227 voti favorevoli, 145 contrari e due astenuti la Camera ha approvato l’articolo 1 della legge sulla legittima difesa. A favore la maggioranza, contro il centrodestra, nonostante in precedenza Forza Italia avesse votato a favore degli emendamenti proposti dalla commissione.

Precedentemente l’aula aveva dato il via libera con 251 sì e 111 no all’emendamento 1.201 presentato dal relatore David Ermini (Pd) e concordato con Ap che, di fatto, ha sbloccato le resistenze di Alternativa popolare sul provvedimento.

L’emendamento che agisce sull’articolo 52 del Codice Penale prevede che si consideri “legittima difesa (…) la reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte, ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi ivi indicati con violenza alle persone o alle cose, ovvero con minaccia o con inganno”.

Successivamente l’aula ha votato anche l’emendamento 1.200 sempre riguardante l’articolo 1 che prevede la giustificazione della legittima difesa “in situazioni comportanti un pericolo attuale per la vita, l’integrità fisica, per la libertà personale o sessuale”.

Giusta quindi la reazione di fronte ad un’aggressione e all’introduzione violenta nelle proprietà, ma sempre con la necessità di proporzione tra difesa, offesa e attualità del pericolo. Sono i nuovi confini della legittima difesa, previsti dalla legge che la Camera si appresta a votare domani, con il favore della maggioranza e la contrarietà del centrodestra, nonostante il sì espresso oggi da Forza Italia ad alcuni emendamenti ritenuti migliorativi.

Viene specificato che si considera legittima difesa la reazione a un’aggressione in casa, in negozio o in ufficio commessa di notte o all’introduzione con violenza, minaccia o inganno. Resta comunque ferma la necessità che vi sia proporzione tra difesa e offesa e l’attualità del pericolo. Già oggi si presume che vi sia proporzione se la difesa anche con armi riguarda un’aggressione domiciliare che mette in pericolo la propria o l’altrui incolumità oppure, ma in questo caso solo quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione, se si difende il proprio patrimonio.

Nella legittima difesa domiciliare è sempre esclusa la colpa di chi spara se l’errore, in situazioni di pericolo per la vita e la libertà personale o sessuale, è conseguenza di un grave turbamento psichico causato dall’aggressore.

Nel caso in cui sia dichiarata la non punibilità per legittima difesa, tutte le spese processuali e i compensi degli avvocati saranno a carico dello Stato. Un onere per l’erario stimato in 295.200 euro a decorrere dal 2017.

Silvio Berlusconi ha annunciato  il no dei suoi deputati al testo che, giudica “non adeguato al bisogno di sicurezza degli italiani e a ciò che tutti gli italiani si attendono: una legge in grado di tutelare le persone per bene, quando sono aggredite”.

Giovedì la legge passerà con la norma di “esenzione notturna” (peraltro votata in Aula anche da Forza Italia) bollata da Ignazio La Russa di Fdi come “fumo negli occhi”. E, mentre la Lega con Nicola Molteni accusa la maggioranza di “lasciare campo libero ai delinquenti” negando per il Carroccio qualsiasi intento forcaiolo, Silvio Berlusconi annuncia il no dei forzisti al provvedimento. “Forza Italia – dice il leader azzurro – ha fatto il possibile per migliorarlo. Tuttavia il testo finale non è certo adeguato al bisogno di sicurezza degli italiani e a ciò che tutti gli italiani si attendono”.

Per Berlusconi, “chi è costretto ad usare un’arma per difendersi non può essere sottoposto alla lunga e umiliante trafila di un procedimento giudiziario nel quale deve giustificare le sue azioni. Non si può invertire l’onere della prova, non si può chiedere alla vittima di dimostrare di essere una vittima”. Per questo, “Il testo non dà risposta al tema centrale del diritto alla difesa, lascia alla discrezionalità del giudice margini eccessivi”. Ma il Pd non ci sta. “Berlusconi parla in modo molto generico. Non credo conosca il testo che stiamo discutendo, e forse neanche quello approvato nel 2006 dal suo governo”, sbotta David Ermini, accusando Fi di “sottrarsi a qualsiasi responsabilità” dicendo “no ad una buona riforma”.

 

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