Senato. Audizione della Conferenza delle Regioni su decreto impatto ambientale

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Agenpress – Audizione al Senato della Conferenza delle Regioni presso la Commissione Territorio e ambiente per l’esame dello schema di decreto legislativo concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati. A guidare la delegazione Donatella Spano, coordinatrice della commissione Ambiente ed energia della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

“Il provvedimento intende rafforzare le procedure di verifica dell’impatto ambientale. – rileva Spano, che ha lasciato agli atti un documento approvato dalla Conferenza delle Regioni – attraverso una maggiore responsabilizzazione di tutto il sistema. In tal senso abbiamo fornito il nostro contributo al provvedimento evidenziando degli emendamenti che riteniamo indispensabili. L’accoglimento di questi emendamenti serve per far sì che alcune parti dell’articolato non siano lesive delle prerogative regionali e permettano un’efficace valutazione del territorio sull’impatto ambientale.

Abbiamo sottolineato, infatti, che per eccesso di delega sono presenti problemi sia sul piano delle competenze funzionali che di riflesso nei procedimenti amministrativi, inficiando così la stessa organizzazione amministrativa della DIA.

Lo schema di decreto – spiega Spano – non risulta ancora pienamente rispondente ai principi della delega, basati sulla semplificazione e la razionalizzazione delle procedure. In particolare non è ancora valorizzato in modo efficace il parere delle Regioni. Ad esempio è indispensabile che sia garantita alle stesse Regioni la partecipazione alla Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale e al Comitato tecnico istruttorio con un proprio rappresentante.

Va attribuito un maggior peso del parere regionale, al fine di ben rappresentare le caratteristiche del territorio in cui l’opera è da realizzare, naturalmente anche per migliorare gli standard qualitativi del provvedimento finale di competenza statale.

C’è il pericolo di una centralizzazione delle competenze che non tenga neanche conto del diritto europeo, quindi del rispetto dei principi di sussidiarietà e di leale collaborazione delle Regioni, ampliando in modo immotivato il numero dei progetti di competenza statale. Ad esempio qualora vi sia un impatto interregionale, la competenza non si doveva spostare automaticamente allo Stato, ma era da individuare un procedimento tra le Regioni interessate.

E’ da valorizzare e non disperdere l’esperienza delle Regioni in materia di semplificazione dei procedimenti e di coordinamento delle autorizzazioni e delle “buone prassi”, rispettando due decenni di applicazione di leggi regionali e provinciali.

In particolare è da prevedere un regime transitorio finalizzato a consentire il differimento nel tempo dell’attuazione da parte delle regioni e province autonome, che ancora non hanno provveduto, della previsione inerente il coordinamento dei procedimenti autorizzativi nell’ambito del procedimento di VIA.

Vanno individuati nel dettaglio il corretto riparto delle competenze e il reinserimento della partecipazione non contemplata nello schema di decreto per il procedimento di verifica di assoggettabilità (screening).

Vanno mantenute le specificità e gli attuali termini per l’espressione del parere regionale in sede di VIA statale e l’eliminazione VIA postuma. Così come deve rimanere un livello progettuale definitivo per le procedure di VIA regionali.

È da eliminare la perentorietà dei termini procedimentali e sono anche da mantenere i termini e le modalità per la presentazione delle integrazioni nei procedimenti di VIA.

Infine abbiamo ribadito – conclude Spano – che nel rispetto del principio di leale collaborazione e con lo scopo di rendere possibile la tempestiva attuazione del diritto comunitario, abbiamo sottolineato come siano da accogliere gli emendamenti migliorativi presentati”.

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