Press tour alle porte di Roma per vedere solfatare, fenomeni vulcanici, il ribollire dei gas e soffioni

0
985

Agenpress – “Forti emanazioni di gas sono le ultime testimonianze di fenomeni vulcanici che hanno interessato l’area nei millenni scorsi alle porte di Roma mentre il palazzo ducale, la fontana del Bernini con il Leone, il Convento di S. Bonaventura, gli edifici risalenti all’epoca Etrusca hanno dato vita al borgo fantasma tra i più belli d’Italia e vedremo tutto. Saremo in un’area di grande interesse storico – archeologico, vedremo colate laviche dei millenni passati ma allo stesso tempo entreremo in un borgo fantasma abbandonato nel 1799. E ancora l’Acquedotto, le miniere dismesse nelle quali entreremo ma anche le gallerie vulcaniche di Tufo rosso. Saremo lì direttamente. Una grande opportunità per filmare, fotografare, raccontare, vedere dal vivo tutto questo”.

Lo ha affermato Stefano Spinetti, Presidente Nazionale dell’AIGAE, l’Associazione Nazionale Italiana delle Guide Ambientali Escursionistiche, l’unica ad essere riconosciuta dal MISE annunciando il Press Tour che si terrà il 30 Maggio con partenza da Roma Termini.

“Lo scenario che si presenterà sembrerà uscito da un canto dell’inferno dantesco dove tra una fitta vegetazione – ha proseguito Spinetti – interrotta da ampi spazi, usciranno quasi all’improvviso monumenti di rilevante valore architettonico come il Palazzo Baronale, la Chiesa, il Convento costruiti per ordine del Papa Clemente X su progetto di Lorenzo Bernini. Vedremo monumenti di epoche diverse, avendo insieme l’epoca etrusca, romana, rinascimentale. Andremo in una riserva naturale a pochi km da Roma dove c’è un concentrato di arte, natura, storia in pochissimi metri in un ambiente di bellezza eccezionale, le forre dei Monti della Tolfa, dove a 55 Km da Roma è stato avvistato il lupo ma dove insieme vedremo bellezze archeologiche e architettoniche di epoche diverse. Troveremo emergenze geologiche importanti perché vedremo fenomeni vulcanici, tufi di tutti i tipi, miniere di zolfo e piombo, la miniera abbandonata di Uranio. Poi passeremo alla parte archeologica e vedremo tombe e ricoveri dell’età neolitica alle tombe etrusche, resti dell’abitato romano fino ad arrivare al 1799. Nel 1799 i francesi misero a ferro e fuoco il borgo i cui abitanti si rifiutarono di macinare del grano per fare la farina in favore dei francesi. Andremo a vedere il borgo – fantasma tra i più belli d’Italia. L’emozione sarà quella di ripercorrere in una passeggiata oltre 2500 anni di storia, faremo quel percorso compiuto dal preistorico prima, etrusco poi e romano. Sarà una grande, grande emozione”.

La splendida fontana del Bernini nel borgo – fantasma

“Pare che Niccolò Salvi si ispirò alla fontana del Bernini.Incaricato dalla famiglia Altieri, il Bernini ebbe un’idea degna del suo gran genio creativo. Sfruttando le fondamenta rocciose su cui era posta la struttura del Palazzo Baronale, costruì alla base della scoscesa parete di sostegno una bellissima fontana – ha continuato Spinetti – che ben si incastonava sullo sfondo naturale formato dalle stesse fondamenta del palazzo. Ma ciò che più colpisce in questo borgo è la presenza di monumenti costruiti in epoche diverse in un insolito e suggestivo connubio architettonico e paesaggistico. Si potranno così ammirare costruzioni di epoca etrusca come i sepolcreti posti alla base del colle e trasformati successivamente in cantine, accanto a imponenti manufatti come l’acquedotto, il castello di epoca medievale divenuto poi palazzo baronale, e del periodo rinascimentale come il già citato Convento di San Bonaventura e lo stesso Palazzo Baronale. Ma la visita non si limiterà solo a questo: infatti, sulla Piazza San Bonaventura, prospiciente l’omonima chiesa vedremo una bellissima fontana a base ottagonale e, nei pressi del Palazzo Baronale, la statua del Leone di opera berniniana.

Alla sommità della parete del Palazzo, proprio sopra una fontana pubblica, Bernini pose una statua raffigurante un leone nell’atto di scuotere con una zampa la roccia per farne uscire della purissima acqua. Di un certo interesse sono anche le case nei dintorni del Palazzo Baronale. Entreremo in un borgo di origine etrusca, dominata dai romani di cui vedremo l’Acquedotto e non solo, dai Longobardi. Nel 1798, Monterano passò alla Repubblica Romana ma nel 1799 il borgo fu devastato dai francesi e da allora abbandonato”.

Dalla solfatara di Roma ai siti del neolitico, dall’epoca etrusca a quella romana ma soprattutto grandi opere del Bernini nel borgo – fantasma, nei luoghi di Benhur.

Commenti
loading...