Renzi “scarica” Alfano. Ha fatto il ministro e non riesce a prendere il 5%?

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Agenpress – “Si può votare a settembre o ottobre? Teoricamente sì, tanto è vero che la Germania vota il 24 settembre e l’Austria l’8 ottobre. Si può votare a ottobre, non si rischia un esercizio provvisorio, ma si può votare anche in primavera”.

Lo ha detto Matteo Renzi ospite a Porta a Porta.  “È evidente che può esserci mancanza di maggioranza, come in Germania. Io spero che diano fiducia al Pd, se non sarà così bisognerà vedere i numeri in Parlamento”. Di certo, secondo Renzi, un accordo Pd-Fi dopo le elezioni non è affatto scontato “Dipenderà – ha ribadito – dai numeri in Parlamento. Non è che c’è per forza l’accordo, il 40% dei voti dà il 50% dei seggi. Non è detto che sia questo l’accordo, magari fanno l’accordo Berlusconi, Grillo e Salvini…”.

“Il terrorismo psicologico sulla necessità di un decreto a luglio, ce lo chiede l’Europa, è una barzelletta. Teoricamente si può votare ad ottobre, succede in Germania e in Austria, non si rischia esercizio provvisorio. Poi si può votare anche in primavera”», ha aggiunto Renzi, negando anche il rischio di instabilità. “Il Pd è partito serio”.

Secondo me agli italiani della legge elettorale interessa il giusto. Interessa molto di più la questione dei soldi degli italiani: negli ultimi anni ci sono state manovre che hanno consentito di abbassare le tasse per 20 miliardi l’anno. Lo abbiamo fatto facendoci sentire in Europa. Le nostre battaglie sono state il tentativo di passare dalla cultura dell’austerity alla cultura degli investimenti”. “La prossima legge di Bilancio, chiunque la faccia, deve continuare su questa strada. Sono argomenti che Padoan e Gentiloni conoscono molto bene”.

La legge elettorale alla tedesca “è un passo indietro. Noi non volevamo questo modello ma uno più semplice. Ma abbiamo perso il referendum. Ora si va a capo”, ha spiegato Renzi. “Io non ero ottimista, ma è capitato che Berlusconi, Salvini, Grillo e Fratoianni hanno detto: se chiudete sul sistema tedesco noi ci stiamo. Non era questa la nostra prima scelta, ma c’è un fatto di responsabilità”», ha aggiunto il segretario del Pd.

“Se dopo anni che sei stato al governo, hai fatto il ministro, tutto, non riesci a prendere il 5% del voto degli italiani non possiamo fermare tutto per dare un potere di veto a qualcuno. Credo che Alfano, che viene dal Ppe, non può che accettare questa legge, è quella Merkel”, ha aggiunto replicando a quanto pubblicato su Facebook da Angelino Alfano, il quale aveva sosteuto che “Il Pd fa cadere i governi”.

“Io ho l’impressione che è più la paura loro di non entrare in Parlamento… Alfano parla di conto salato per l’Italia? Ma di che parliamo?”, ha aggiunto il segretario del Pd.

La replica di Alfano non si è fatta attendere: “Renzi insulta, ma sfugge alla domanda cruciale: fa cadere anche il governo Gentiloni oppure no?”, afferma il leader di Ap.

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