SIULP: si alla razionalizzazione dei presidi, no alla chiusura selvaggia. Bene progetto del Questore di Venezia

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Agenpress. Siamo sempre stati contrari alle ipotesi di generalizzata chiusura dei presidi territoriali della Polizia di Stato meramente finalizzati al recupero di risorse umane, perché a fronte del recupero di pochi uomini si andavano a depotenziare gli avamposti attraverso i quali monitorare le zone altrimenti lasciate alla completa merce della criminalità e delle calamità.

Quando però, come sta facendo il Questore di Venezia, si immagina un complesso ed articolato progetto, che ridisegna la dislocazione delle risorse umane nell’ambito del medesimo tessuto urbano, potenziando il controllo del territorio e garantendo al contempo il rispetto delle professionalità del personale, non possiamo che sostenere l’apprezzabile intuizione di chi, come noi, pone al centro dell’attenzione l’esigenza di garantire la qualità della presenza della Polizia di Stato rispetto al presenzialismo fine a sé stesso.

Non è certo solamente mantenendo i presidi statici che si può pensare di contrastare la criminalità nei centri urbani. Alla stessa stregua, per contrastare la percezione di insicurezza della cittadinanza, che, come quotidianamente ricorda il Ministro dell’interno, deve essere una delle priorità di cui si devono far carico le Istituzioni, occorre ripensare gli schemi che erano stati immaginati per periodi storici in cui la sicurezza era declinata in ben altri paradigmi.

Condividiamo dunque, come la quasi totalità delle altre rappresentanze sindacali,  la proposta del Dottor Gagliardi, secondo il cui progetto la storica sede del Commissariato di Marghera – diversamente da quanto portatori di malcelati interessi stanno cercando di far credere – non scomparirà ma verrà riconvertito in un front office per fornire i servizi ai cittadini, recuperando al contempo le risorse umane fino ad ora impiegate per la sterile vigilanza passiva e per annose duplicazioni burocratiche da reimpiegare in forza attiva sul territorio.

Rivendichiamo dunque, forti della nostra coerenza e del nostro senso di responsabilità, il pieno sostegno alla coraggiosa proposta del Questore di Venezia, consapevoli che le pretestuose resistenze di taluni, dovute al puerile tentativo di difendere interessi di natura squisitamente di bottega, e che poco hanno a che vedere con la tutela dell’interesse della generalità dei cittadini, sono destinate a naufragare a breve nelle opache acque della demagogia.

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