Rigenerazione, Assoimmobiliare: occasione di sviluppo per rilancio del Paese

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Agenpress. “Occorre riattivare gli investimenti nel settore immobiliare, anche attraverso degli incentivi legislativi e fiscali a matrice pubblica”. Così Isabella Bruno Tolomei Frigerio del consiglio direttivo di presidenza Assoimmobiliare e presidente Ferfina Holding Condotte d’Acqua, ha detto a margine del convegno “Rigenerazione urbana: progetti e finanziamenti” organizzato da ProDemos e in corso a Venezia.
“La vetustà del patrimonio costruito italiano comporta evidenti sprechi in termini di consumi energetici – ha aggiunto Tolomei – il fabbisogno medio degli edifici residenziali, infatti, è pari a 180 kWh/mq all’anno, un valore circa quattro volte superiore alla media degli edifici costruiti secondo le vigenti norme sull’efficienza energetica”. A questo quadro si aggiunge poi il tema della sicurezza, soprattutto in relazione alle aree a maggior rischio sismico che “costituiscono – ha sottolineato – circa il 44% della superficie nazionale (131 mila kmq) e il 36% dei comuni (2.908), in cui vivono 23 milioni di persone (39% della popolazione)”.
Per favorire gli investimenti privati “è inoltre necessario che si acquisisca una cultura che porti a un approccio di ampio respiro e a una politica strutturale di medio-lungo periodo in grado di garantire l’attuabilità dei progetti nei termini concordati – ha concluso – Alla pubblica amministrazione si chiede, quindi, stabilità, certezza delle regole e senso di responsabilità nei confronti degli impegni presi e di tutti gli stakeholders coinvolti, in primis i cittadini.”
“Lo stock abitativo italiano, in media, ha abbondantemente superato i 40 anni, soglia oltre la quale si rendono ‘fisiologicamente’ necessari degli interventi sostanziali di manutenzione. E’ necessaria quindi una riflessione su una riqualificazione su larga scala, che contempli la rigenerazione dei prodotti immobiliari e di ampie zone urbane, all’insegna della sicurezza, efficienza e qualità. E le migliori esperienze in tema di rigenerazione urbana sono presenti e in fase di analisi all’interno del comitato associativo presieduto da Marco Sangiorgio”.
Così il direttore generale di Assoimmobiliare, Paolo Crisafi che ha aggiunto: “Se pensiamo che tale stock è costituito da 12,2 milioni di edifici, dei quali, quasi il 70%, è stato costruito prima dell’emanazione delle norme antisismiche e sull’efficienza energetica, possiamo ben comprendere i benefici che ne deriverebbero per l’intera popolazione, assieme al volano economico che tale operazione rappresenterebbe”.
“Collaborare con i Comuni e con l’Anci è una priorità per il rilancio infrastrutturale dei nostri territori e per la loro rigenerazione urbanistica -ha sottolineato Andrea Ferrazzi del comitato esecutivo Fondazione Patrimonio Comune-Anci – La qualità e il consumo di suolo zero sono obiettivi strategici che si raggiungono attraverso la leale collaborazione tra le istituzioni pubbliche e i soggetti privati”.
Il presidente di Federimmobiliare Alessandro Cattaneo ha, invece, sottolineato come
” il tema dei finanziamenti non deve diventare un alibi. Tanti sono i denari pubblici messi a disposizione, pensiamo al bando periferie, gigantesche le somme pronte a essere investite da soggetti privati. Ma ancora oggi si va troppo a rilento. Perché?”. E questo, sottolinea Cattaneo, nonostante oggi siano  stati fatti “grandi passi avanti e il tema della rigenerazione, intesa come urbanistica, delle periferie, energetica e del fabbricato in senso ampio sia diventato sempre più diffuso e culturalmente ci sia una consapevolezza diversa da qualche anno fa. Nonostante tali impegni, però – conclude Cattaneo – la sempre maggiore burocrazia e un rapporto pubblico/privato che resta ancora troppo complicato rallentano tale percorso di rigenerazione. Per questo chiediamo di liberare le energie!”
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