Nazionale rugby e tumori. La storia di Christian Suriano, fatta di amore, forza e solidarietà

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Agenpress – Riceviamo e volentieri pubblichiamo quanto ci ha scritto Christian Suriano, prova che la forza, l’amore, il sostegno degli altri può aiutarti a superare momenti difficili, come quando ti viene diagnosticato un tumore.

Soltanto chi ha subito lo scontro con il “nemico” può capire la disperazione che si prova in quei momenti. Ma dalla disperazione si può uscire, se accanto a noi abbiamo le persone che ci prendono per mano e ci accompagnano nel lungo cammino per riuscire a vincere il “signor T. “, come, personalmente, l’ho sempre chiamato.

L’amore delle persone care è una medicina importante, che unita alla cura ufficiale, possono insieme fare il miracolo.

Maria Conti, Direttore Editoriale

“Sarebbe bello se si potesse parlare della mia storia. Anche la nazionale di rugby Italiana dall’Australia mi incoraggia.
Ho 44 anni un bellissimo lavoro essendo il responsabile di una coop sociale e Direttore di una casa di riposo fantastica Anni d’Oro di Flumini.
A Febbraio casualmente durante una visita dentistica mi viene ipotizzato un tumore ..diagnosticato solo alcuni giorni dopo come una delle forme più rare e resistenti
L’ACC nella sua forma solida ..ormai mi aveva già colpito tutto il palato e parte del naso, ovviamente indolore.  
Le sorprese continuano . Saltano fuori le prime metastasi osse .. alle vertebre ..e così via … bacino ..
Iniziano i viaggi della speranza Prima Milano 10 volte in tre mesi
La prima Radioterapia allo Ieo per le ossa ad Aprile … poi la grande speranza .. L’ Adroterapia allo CNAO di Pavia nel mese di Maggio, vicina Pavia per 5 settimane.
Iniziano i dolori tanto forti … iniziano i primi processidi necrotizzazione,
Iniziò a mangiare omogeneizzati..iniziò le varie terapie del dolore .. spesso inutili..
Poi arriva il sostegno prima delle persone più vicine poi piano piano tramite i social FB ..da mezza Italia, racconto la mia storia al convegno a Cagliari sui tumori rari .. tanta solidarietà ma soprattutto grazie perché ho avuto il coraggio di parlare a nome di chi soffre in silenzio”.

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