Milano: SIULP, scontri Palazzo Marino segnale preoccupante e sfregio alla Città

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Agenpress. Esprimo ferma e decisa condanna per quanto accaduto ieri a Palazzo Marino a Milano. Un fatto grave e inaccettabile che segna uno dei livelli più bassi della democrazia e della capacità di civile convivenza nella città meneghina, da sempre esempio di civiltà e di democrazia per tutto il Paese, ma anche un segnale preoccupante per la tenuta dell’ordine e della sicurezza pubblica.

L’irresponsabilità e la violenza dimostrata dai soliti professionisti del disordine che, come emerso ieri non sono contrassegnati da bandiere di un solo colore perché sono accumunati esclusivamente dalla vocazione alla violenza e al delinquere, poteva sfociare in una vera e propria devastazione se non ci fosse stato il professionale, equilibrato e pronto intervento delle Forze di polizia, sotto la regia attenta della questura, che hanno evitato il trascendere della già grave situazione verificatesi.

Ecco perché esprimo solidarietà e plauso ai Colleghi intervenuti e contusi negli scontri, ma anche ferma e decisa condanna nei confronti di questi delinquenti che hanno “sfregiato” l’immagine di Milano.

Lo afferma Felice ROMANO, Segretario Generale del SIULP il sindacato più rappresentativo del comparto sicurezza nel commentare i fatti accaduti ieri a palazzo Marino durante il Consiglio Comunale.

Ma la cosa ancora più preoccupante, sottolinea il leader del SIULP, è che questo sfregio alla città meneghina è il frutto di una strumentalizzazione partitica bieca fatta per fini meramente elettorali.

Strumentalizzare i disagi sociali e la percezione di insicurezza che i cittadini avvertono, soffiando sul fuoco delle tensioni che da tempo attraversano l’intera comunità italiana e anche di Milano in ordine alla grave crisi della politica sempre più in affanno per trovare soluzioni idonee per  affrontare emergenze così gravi e di enorme portata come la crisi economica o i flussi migratori, è un atteggiamento irresponsabile e pericoloso che non si addice a chi si propone come alternativa al governo della città o del Paese.

Ecco perché, anche sulla scorta delle ferite ancora aperte che il nostro Paese ha per effetto della ferocia eversiva degli anni 70 e 80, frutto anche in quel caso dell’incapacità della politica a comprendere il fenomeno o, peggio ancora, a cavalcarlo per fini elettorali, è necessario che i partiti e la politica nel suo insieme recuperino il senso del bene comune al servizio di tutti e non solo di chi si intende rappresentare. Giacché soffiare sul quel fuoco è pericolo per la sicurezza delle persone e per la stessa democrazia.

Ci auguriamo che questo episodio sia di monito  tutti e faccia comprendere che in questo paese, almeno la gestione politica si possa fare senza che la stessa diventi problema di ordine e sicurezza pubblica.

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