G20. Incontro tra Trump e Putin. Accordo per la tregua in Siria

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Agenpress – Si è  tenuto l’atteso incontro bilaterale tra il presidente Usa Donald Trump e il leader russo Vladimir Putin a margine del G20: è durato quasi due ore e mezza. L’atmosfera è stata descritta come “costruttiva”. Trump, dopo che ieri ha accusato la Russia di essere “aggressiva e destabilizzante”, ha esordito chiedendo conto delle presunte interferenze russe nelle elezioni americane, e Putin ha negato.

“Il presidente Trump ha detto di aver sentito le dichiarazioni di Putin sul fatto che il Cremlino non si è intromesso nelle elezioni Usa e accetta questa sua posizione”, ha spiegato Lavrov. Si è parlato anche di Ucraina, Siria, lotta al terrorismo e cyber-sicurezza. E proprio sulla Siria è stato raggiunto un accordo per un cessate il fuoco nel sudovest della Siria. Usa e Russia si assumeranno la responsabilità di far rispettare la tregua nella zona cuscinetto e garantire accesso aiuti umanitari.

Trump e Putin  si sono concentrati sulla Siria, per ottenere un risultato che dimostri l’utilità del dialogo, promosso dal repubblicano fin dalla campagna elettorale. Da giorni Usa e Russia trattavano in segreto assieme alla Giordania, e si sono accordati per creare una “de-escalation zone” nella regione sud occidentale del paese. Amman e Mosca ci metteranno le truppe, e se l’esperimento funzionerà verrà esteso al resto dal paese, per garantirne la stabilità dopo la sconfitta dell’Isis. Altre tregue hanno fallito in passato, e rimane una differenza chiave da risolvere: “La nostra politica – ha spiegato Tillerson – resta che Assad e la sua famiglia non possono avere un ruolo futuro in Siria, altrimenti la comunità internazionale non la riconoscerà”.

Sulla Corea del Nord, che dominerà il bilaterale di oggi col presidente cinese Xi, “abbiamo lo stesso obiettivo, cioè la denuclearizzazione pacifica del paese, ma strategie diverse”. A partire dal fatto che la Russia “continua ad avere attività economiche con Pyongyang”. Tillerson, però, ha posto paletti chiari per l’eventuale negoziato: “Non siamo interessati al congelamento dello status quo, magari rinunciando alle esercitazioni congiunte con Seul e allo schieramento del sistema di difesa missilistica Thaad, perché lo status quo è già troppo avanzato. Possiamo discutere solo come aiutare la Corea del Nord a far arretrare e chiudere il programma nucleare”.

 

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