Charlie. Medico USA in videocollegamento con il giudice accende la speranza. Tentare la cura

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Agenpress – E’ stata una giornata dura per i genitori del piccolo Charlie. Si è tenuta davanti all’Alta Corte di Londra l’udienza sulle cure sperimentali.  “Davanti al giudice, Chris Gard e Connie Yates hanno detto di voler continuare a cercare una cura per Charlie a prescindere dall’esito dell’udienza”, ha riferito Alasdair Seton-Marsden, portavoce della famiglia.

Una speranza alimentata anche dalle parole del medico americano intervenuto in videocollegamento da New York nell’udienza davanti all’Alta Corte di Londra, secondo cui l’elettroencefalogramma del piccolo “mostra una disorganizzazione dell’attività cerebrale, non un danno strutturale maggiore”.

Il neurologo  ha spiegato che nuovi test condotti su cavie hanno mostrato che è possibile un miglioramento delle funzioni cerebrali del bimbo di 11 mesi affetto da una rara malattia. Inoltre, ha affermato che i medici britannici potrebbero sbagliarsi sul fatto che il bimbo abbia un danno al cervello, e che se al contrario si trattasse di un problema muscolare, le nuove terapie potrebbero funzionare.

“Vale la pena provare”, ha detto, spiegando che c’è una probabilità del 10 per cento di un “successo clinicamente significativo”, che potrebbe arrivare fino al 56 per cento nelle possibilità di un miglioramento. E quando il giudice gli ha chiesto: “Se aggiorno il caso per qualche giorno lei verrebbe a Londra?”, il medico ha risposto: “Se fosse necessario, con piacere”.

Lo specialista  ha, inoltre,  spiegato che di nove pazienti con forma Tk2 della malattia (che colpisce i muscoli), “cinque hanno ridotto il tempo giornaliero attaccati al respiratore e uno è stato staccato completamente”.

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