Bce lascia i tassi invariati. Draghi apre le discussioni sul tapering: “Decideremo a ottobre”

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Agenpress – “Le nostre misure di politica monetaria stanno continuando a fornire supporto alla domanda domestica  e hanno facilitato il processo di riduzione dell’indebitamento. I consumi privati sono sostenuti dai guadagni realizzati sul fronte dell’occupazione che beneficiano anche dalla riforme apportate al mercato del lavoro oltre che da una ricchezza delle famiglie in crescita”.

Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi in conferenza stampa a Francoforte. “L’espansione economica, che ha accelerato oltre le attese nella prima metà del 2017, continua ad essere solida e ben diffusa attraverso paesi e settori”.

Draghi ha aggiunto che il consiglio direttivo rileva che l’inflazione rimane ancora al di sotto dell’obiettivo di lungo termine ma che vi è fiducia che gradualmente salirà verso quel livello grazie alla forte ripresa economica, sebbene occorra usare pazienza.

Per Draghi  continua la ripresa degli investimenti grazie a condizioni di finanziamento molto favorevoli e al miglioramento della redditività aziendale. L’ampiezza della ripresa globale fornirà un sostegno alle esportazioni europee”. Un aiuto alle prospettive di crescita deve tuttavia anche giungere dal fronte delle riforme strutturali. “Per cogliere tutti i benefici delle nostre misure di politica monetaria  altre aree di policy devono contribuire in maniera decisiva per rafforzare il potenziale di crescita di lungo termine e per ridurre gli elementi di vulnerabilità.

La Bce, inoltre,  rivede al rialzo le stime di crescita per l’eurozona ma avverte che l’inflazione non dà ancora segnali convincenti, è preoccupata dal rafforzamento dell’euro e non esclude un rafforzamento del quantitative easing se la situazione economica dovesse peggiorare.

Da Francoforte arriva un quadro in chiaroscuro sull’economia dell’eurozona. Il dato positivo è la correzione al rialzo delle previsioni di crescita per l’Europa. La Banca centrale europea ha nuovamente rivisto in meglio le stime per il 2017, portandola al 2,2% dal precedente 1,9%. Invariata l’attesa per un +1,8% nel 2018 e +1,7% nel 2019.

Il Consiglio direttivo ha nuovamente confermato la linea attuale, inalterata fino alla fine del 2017, ma la discussione su come “ricalibrare” le misure – questa la parola usata dal presidente Mario Draghi – è iniziata. Come si attendevano la maggior parte degli analisti, però, annunci concreti non se ne sono visti.

“Ci attendiamo di decidere la maggior parte di questa ricalibrazione a ottobre”, ha spiegato il banchiere centrale. “Pensiamo che a quel punto saremo pronti su molto di quel che abbiamo da annunciare”. Sotto esame, ha anche rivelato, ci stanno la durata complessiva del quantitative easing – il piano di acquisti di titoli, prevalentemente pubblici – e la sua mole, che attualmente è di 60 miliardi di euro al mese.

 

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