Pozzuoli. Tragedia nella Solfatara. Padre e madre muoiono per salvare il figlio caduto nel cratere

0
798

Agenpress – Le vittime sono Massimiliano Carrer di 45 anni, la moglie Tiziana Zaramella di 42 e il figlio Lorenzo di 11. Il fratellino invece si è salvato. Il primo ragazzino, di 11 anni, ha oltrepassato una zona interdetta e i genitori sarebbero caduti con lui nel fango bollente in una voragine profonda tre metri, vicino alla caldaia, nel tentativo di salvarlo.

La Solfatara di Pozzuoli è uno dei vulcani attivi nell’area dei Campi Flegrei. L’area, di forma ellittica, si estende per 33 ettari, con un perimetro di 2 chilometri e 300 metri.

Il sito, che ospita anche un caming, è attualmente proprietà di privati, ed è gestito dalla “Vulcano Solfatara srl”. Il punto più alto, Monte Olibano è situato a 199 metri di altezza, il fondo del cratere è a 92 metri sopra il livello del mare. L’area è aperta ufficialmente al pubblico dal 1900, ma già dal Settecento, non vi era viaggiatore del Grand Tour che non vi facesse tappa. Oggi è operativa tutto l’anno e ospita anche visite derali. Il punto più alto, Monte Olibano è situato a 199 metri di altezza, il fondo del cratere è a 92 metri sopra il livello del mare.

Il piccolo è finito una zona di “sabbie mobili”, terreno friabile da cui provengono forti esalazioni di gas, e i genitori sono deceduti tentando di raggiungerlo.

Il ragazzino ha perso i sensi, mentre l’uomo è stato risucchiato e, a sua volta, la madre ha cercato di aiutare il marito. Entrambi sono stati sopraffatti dalle esalazioni. Salvo invece il figlio di sette anni. La famiglia, originaria di Torino, viveva in provincia di Venezia, e la donna lavorava per la Triveneta Sicurezza all’aeroporto Marco Polo di Tessera. La direzione del sito Vulcano Solfatara ha riferito che l’area rimarrà chiusa per tutta la giornata.

Non sono neanche riusciti a raggiungere il luogo dell’incidente i medici del servizio d’emergenza del 118. “Non avendo dettagli circa la gravità del caso, la centrale operativa ha inviato un’ambulanza avanzata di tipo A con medico a bordo, ma predisponendosi ad inviare ulteriori soccorsi in caso di necessità”, sottolinea l’Asl Napoli 2 Nord. Giunti sul posto, “i sanitari hanno verificato l’impossibilità di mettere in atto alcun intervento di soccorso”.

La procura di Napoli ha avviato un’indagine. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio e affidata al sostituto Ilaria Mancusi Barone. Il fascicolo sarà formalmente aperto mercoledì con la formulazione di ipotesi di reato.

Commenti
loading...