Consip. PM accusa i carabinieri. Volevano arrivare a Renzi. Capitano Ultimo smentisce: mai parlato di Renzi

0
971

“Dottoressa, lei, se vuole, ha una bomba in mano. Lei può far esplodere la bomba. Scoppierà un casino. Arriviamo a Renzi”. Così, in più di un incontro tra Modena e Roma, il capitano del Noe Scafarto e il colonnello Ultimo si rivolsero alla procuratrice di Modena Lucia Musti.

A riferire le frasi l’edizione odierna di Repubblica che pubblica i colloqui che risalgono alla primavera del 2015.

«”Non ho mai svolto indagini per fini politici. Soprattutto, non ho mai parlato di Matteo Renzi con nessuno, nemmeno con la dottoressa Musti”. Si difende così il colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo, l’uomo che arrestò Totò Riina tirato dentro l’inchiesta Consip dall’audizione della procuratrice di Modena Lucia Musti. La circostanza apre un nuovo filone nell’inchiesta sulla Centrale acquisti della pubblica amministrazione.

Secondo il quotidiano è la procuratrice a ricostruire i retroscena durante la seduta di oltre due ore e mezza davanti alla prima commissione del Csm, dove è aperto il procedimento per incompatibilità nei confronti del pm Henry John Woodcock, di cui sono relatori i togati Luca Palamara e Aldo Morgigni. Nel corso dell’audizione, la procuratrice Musti viene più volte incalzata dai consiglieri, che chiedono maggiori dettagli. E racconta di aver visto Scafarto e Ultimo particolarmente “spregiudicati” e come “presi da un delirio di onnipotenza”.

“Per tutto il mese di agosto, il contenuto dell’audizione – scrive Repubblica –  alla quale hanno preso parte non solo i componenti della prima commissione ma anche altri consiglieri del Csm, è rimasto coperto dal più stretto riserbo. Ieri mattina, Palazzo dei Marescialli ha deciso di mandare la documentazione alla Procura di Roma, che indaga nei confronti di Scafarto, di recente promosso maggiore, con le ipotesi di falso e rivelazione del segreto collegate al caso Consip. Queste nuove carte, dunque, aggiungono ulteriori tasselli sul comportamento dei Carabinieri rispetto alla complessa ricostruzione alla quale stanno lavorando il procuratore della capitale, Giuseppe Pignatone, con il suo aggiunto Paolo Ielo e il pm Mario Palazzi”.

Gli ex ufficiali del Noe avrebbero spiegato alla procuratrice che le due “bombe” erano rappresentate dall’inchiesta sulla Cpl Concordia, e dall’indagine su Consip.

I colloqui sarebbero avvenuti nella primavera del 2015: ad aprile di quell’anno, infatti, la procura di Modena aveva appena ricevuto gli atti dell’inchiesta sugli affari della coop Cpl Concordia, aperta dalla procura di Napoli e poi trasmessa per competenza territoriale nella città emiliana. In quelle carte c’era anche la conversazione tra l’ex premier Matteo Renzi e il generale della Guardia di Finanza Michele Adinolfi. La Musti ha spiegato di essersi sentita più volte sottopressione soprattutto sull’inchiesta sulla Cpl Concordia.

Il legale di Tiziano Renzi, l’avvocato Federico Bagattini, ritiene che quanto sta emergendo sull’inchiesta Consip dopo l’audizione della procuratrice di Modena rende la situazione “ancora più inquietante, soprattutto se l’attacco era al presidente del Consiglio attraverso un uso distorto dell’apparato giudiziario: siamo in un terreno che si chiama eversione”. Il procuratore Giuseppe Pignatone, l’aggiunto Paolo Ielo e il pm Mario Palazzi che hanno acquisito le carte dal Csm si riuniranno la settimana prossima a piazzale Clodio per analizzarle. Solo dopo una prima valutazione i pm romani decideranno se iscrivere o meno nuove persone sul registro degli indagati.

Commenti
loading...