Report di Forza Italia ‘#PrimaLeDonne’. Le lavoratrici sono più istruite ma meno retribuite

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Agenpress – Presentato oggi un report di Forza Italia ‘#PrimaLeDonne’ presentato oggi da Deborah Bergamini con Mara Carfagna ed Elena Centemero nell’ambito della convention “L’Italia e l’Europa che vogliamo” organizzata da Antonio Tajani a Fiuggi.  Il dibattito si è aperto con un minuto di silenzio in memoria di Noemi e di tutte le vittime di femminicidi, violenze sessuali e stalking.

Dal nostro studio emerge che:
– Le lavoratrici sono più istruite ma meno retribuite. Nel 2016 il 74,8% delle donne che lavorano hanno come titolo di studio un diploma di scuola superiore (47,6%) o la laurea (27,2%). Mentre solo il 25,2% delle donne occupate ha un titolo di studio pari o inferiore alla licenza media. Tra gli uomini questa stessa percentuale è del 36,8%, mentre i lavoratori con diploma di scuola superiore (46,1%) o laurea (17,0%) raggiungono nel loro insieme il 63,1%.
– Nel 2016 su un totale di 302.073 laureati, le donne rappresentano la maggioranza assoluta (176.668) ma appare enorme il divario per gruppo di facoltà e genere. Mentre le donne spiccano per percentuale di laureate in facoltà del gruppo insegnamento (93,6%), psicologico (83,3%), letterario-linguistico (76,1%) e medico infermieristico (65,5%), a farla da padroni tra i laureati delle facoltà di ingegneria e scientifiche sono gli uomini. Nelle facoltà di questo gruppo, infatti, il numero dei laureati oscilla tra il 66,3% e il 75,3% nel caso di ingegneria.
– Uno dei maggiori gap tra lavoratori e lavoratrici riguarda il divario tra chi lavora a tempo pieno e chi lavora a tempo parziale. Se il 91% degli occupati di genere maschile può contare su un lavoro a tempo pieno, la percentuale di donne che riesce a lavorare a tempo pieno è solo del 67% a fronte del 33% di occupate che lavorano a tempo parziale.
– A percepire una pensione inferiore ai 1.000€ sono per lo più le donne (50,5% contro il 31% degli uomini). Portare le pensioni minime a 1.000€ per 13 mensilità proprio come facemmo quando alzammo le minime a 1.000.000 di lire, sarebbe una misura di contrasto alla povertà e favorirebbe ulteriormente la parità di genere.

Ti segnalo infine le mie dichiarazioni in occasione della presentazione del rapporto #PrimaLeDonne da cui emerge l’abisso tra donne e uomini che rinunciano al lavorare per motivi famigliari. Per ogni uomo che rinuncia a lavorare per ‘motivi familiari’ sono quasi 18 le donne che fanno altrettanto. Uno a diciotto. Su un totale di 2.358.000 inattivi per motivi famigliari 127.000 sono uomini (5,4%) e 2.231.000 sono donne (94,6%).

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