Heroes, meet in Maratea, tra formazione e sperimentazione. Seconda giornata nel segno dell’innovazione condivisa

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Agenpress. Sembra tornata l’estate a Maratea che, nella seconda giornata di Heroes 2017, si risveglia sotto i caldi raggi di innovazione, creatività e immaginazione.

Se innovare vuol dire non solo creare nuovi valori ma soprattutto risolvere problemi, in che modo la tecnologia incontra i bisogni umani? Come l’intelligenza artificiale può risolvere le sfide dell’uomo? Su questi interrogativi si è aperto il dibattito della giornata mentre la competizione tra startup incalza, in una lotta all’ultimo pitch.

Invecchiamento della popolazione, immigrazione, emarginazione, disoccupazione, inquinamento, spreco alimentare. La tecnologia può migliorare il benessere dell’uomo, spiega all’incontro dedicato al Tech for Good Dinis Guarda, fondatore di Humaniq: un progetto di Banking 4.0 basato sull’impiego di tecnologia Blockchain technology, unita al mobile e al sistema di identificazione biometrica. L’obiettivo è garantire l’accesso ai servizi bancari anche a chi finora non ne ha avuto la possibilità (quasi 2 miliardi di persone). L’esigenza è l’inclusione sociale, su questo è d’accordo anche Daniele Russolillo, che ha raccontato la sua esperienza in Planet Idea, il primo competence center in Italia per la costruzione di smart cities nell’ottica del social housing.

Dunque, in questo complesso rapporto tra uomo e macchina, l’intelligenza artificiale rappresenta un punto di svolta unico nella storia umana. Ma la prospettiva di lasciare il timone a sistemi sempre più autonomi solleva anche molte questioni complesse e inquietanti. Ad oggi, non è ancora facile comprenderne gli effetti e i risultati nel lungo periodo: quali sono le principali opportunità e quali, invece, i rischi? Artificial Intelligence for Human Challenges, questo è stato l’incontro che ha portato a confronto chi crede che i sistemi di intelligenza artificiale siano solo sofisticati strumenti e chi, invece, li reputa una nuova forma di vita. Userbot di Antonio Giarrusso è l’esempio più convenzionale di sistema tecnologico che aiuta l’uomo nella vita quotidiana, nel suo caso a fare calcoli di matematica.

Così sorge il dubbio, può l’uomo affidare a sistemi tecnologici compiti e ruoli che gli spettano senza avere la certezza che questi rispettino la nostra privacy, sicurezza ed etica? Una riflessione di Marcello Mari sulla salvezza della razza umana in estinzione fa sognare un po’ il pubblico. “Ogni volta che pensiamo all’intelligenza artificiale ci aspettiamo che in qualche modo sia un pericolo per l’umanità. Ma perché? Ovviamente c’è una narrativa dietro e quella negativa ce la ricordiamo sempre di più, ma se vivessimo in Giappone non crederemmo che i robot sono cattivi: nei fumetti nipponici sono sempre loro a salvare il mondo!” Marie Stafford, che dal 2004 guida la divisione europea di Innovation Group, conclude il dibattito confortando la platea. Le tecnologie di artificial intelligence devono essere costruite con empatia per essere più efficaci.

Si è parlato, invece, di innovazione applicata all’industria nel corso di due panel ricchi di rappresentati del mondo della tecnologia, della scuola, della ricerca e dell’economia, in ottica di accelerazione e supporto alle startup sia a livello nazionale che globale. Fra questi, il sottosegretario del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Vito De Filippo, che ha illustrato quanto si tratti di “un processo di innovazione necessario al nostro Paese e possibile da realizzare solo sfruttando strategicamente competenze umane e tecnologia”.

Declinata in tanti modi e secondo i vari punti di vista, l’innovazione rimane, dunque, la regina della giornata. E Bo Ji, fondatore di China Start, ben sintetizza il pensiero di tanti: “L’innovazione deve irrompere nel mercato, non solo per portare nuove idee ma per risolvere un problema”.

Ed è proprio in quest’ottica che si è realizzato il Coinnovation Lab, quest’anno dedicato al tema Education 4.0. Si, perché secondo le stime del Word Economic Forum, il 65 per cento dei bambini che oggi frequentano la scuola primaria domani svolgerà lavori che ancora non esistono. Ecco che l’appuntamento, un vero e proprio tavolo di lavoro collaborativo realizzato in collaborazione con Little Genius International, ha voluto introdurre un nuovo metodo educativo, funzionale all’affermazione di nuove competenze professionali e soft skills necessarie.

Spazio anche alla formazione in ambito politico, con la giornata sostenuta da Coca-Cola Italia, Fastweb e Microsoft e dedicata all’analisi dei nuovi strumenti di comunicazione digitale, dai profili social al web marketing. Orientato a fornire la cassetta degli attrezzi per la gestione efficace della comunicazione politico-elettorale, l’incontro fa parte di un programma di formazione destinato agli amministratori locali. La sessione è stata aperta da Claudia Pollio, Fastweb, Cristina Camilli, Coca-Cola Italia, Pier Luigi Dal Pino, Microsoft.

E poi, con Bene Assicurazioni, la prima Compagnia di assicurazioni nativamente digitale, è stato possibile entrare nel vivo del Bene Tour 2017. La compagnia, che ha scelto Heroes come prima tappa, attrae l’attenzione del mercato grazie alla sua impostazione innovativa e dematerializzata. Una platea di circa 100 intermediari interessati ha avuto così l’occasione di ascoltare i progetti che la vedranno protagonista.

La giornata si è chiusa nel segno del ritmo, con il DJ set di dj TY1, che ha scaldato gli animi con il suo sound electro e disco-dance.

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