Egitto. Vescovo copto ortodosso: “Crimini commessi contro cittadini cristiani restano spesso impuniti”

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Agenpress. Il giovane egiziano che giovedì 13 ottobre ha ucciso a pugni e coltellate il sacerdote copto Samaan Shahata non è una persona affetta da disturbi mentali, ma un criminale già conosciuto dalle forze di polizia per precedenti atti di violenza.

Lo sottolinea con nettezza Anba Stephanos, Vescovo copto ortodosso  per confutare le versioni rilanciate dai media egiziani che interpretano l’omicidio del sacerdote come un atto violento commesso da una persona priva di senno.

Il sacerdote ucciso  si trovava al Cairo per raccogliere fondi a vantaggio dei poveri della sua regione di provenienza, quando è stato aggredito e massacrato per strada.

Dopo l’omicidio, il Vescovo copto ortodosso Raphael ha diffuso un comunicato in cui tra le altre cose deplora il fatto che molti criminali e terroristi artefici di violenze contro i cristiani non siano stati colpiti da alcuna pena, mentre alcuni sono stati rilasciati dopo l’arresto.

Tale anomalia – ha sottolineato il Vescovo – contribuisce a diffondere l’impressione che i crimini commessi contro cittadini cristiani restino spesso impuniti.

 

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