Legge elettorale. Di Pietro. Fiducia comprata, è un voto di scambio. Mattarella può non firmarla

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Agenpress – “Io sto raccogliendo le olive, in attesa che si rifaccia l’Ulivo. La fiducia in Senato? Comprata, non conquistata. Comprata perché è un voto di scambio, io ti do sta legge elettorale a te, tu mi dai sta legge elettorale a me e poi quando si fanno le elezioni ci mettiamo d’accordo. In un modo o nell’altro tutti insieme appassionatamente”.

Lo ha detto Antonio Di Pietro,  intervenuto questa mattina ai microfoni di ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano. Di Pietro sulla legge elettorale:

Sul comportamento di Grasso: “Ha fatto una scelta degna della sua storia personale. Ha aspettato come Presidente del Senato di fare il proprio dovere. Terminato il suo impegno istituzionale, in vista di ciò che succederà tra cinque sei mesi, ha fatto una scelta di campo. Ha fatto una cosa simile a quanto fatto da me in passato.  E’ una persona che viene dalle istituzioni, che ritiene che alcune leggi, come quella elettorale, vadano discusse in Parlamento, con gli elettori che nel rispetto della Costituzione che possano scegliere chi mandare in Parlamento. Grasso si è ritrovato a dirigere un Senato che se ne fotte del rispetto del voto degli elettori. Per questo ha detto che può più stare in una maggioranza che non rispetta le regole fondamentali della Costituzione”.

Su Mattarella: “Ha assolutamente la facoltà di non firmare questa legge elettorale. Ha facoltà perché Mattarella nel ruolo di Presidente della Repubblica è custode della Costituzione e delle regole costituzionali. La Costituzione dice chiaramente che chi deve andare in Parlamento viene scelto dal popolo, questa legge elettorale non concede al popolo la possibilità di scegliere chi mandare in Parlamento. Mattarella non dovrebbe firmare questa legge elettorale. Non solo ha il diritto e la facoltà di non firmarla, a mio avviso ha anche il dovere di non firmarla. Mi auguro che non faccia il Napolitano”. 

Su Gentiloni: “Sto apprezzando il suo modo di governare sobrio, ma quando l’ex Presidente della Repubblica dice che questo governo è stato pressato o forzato o neghi che questo sia vero oppure ti dimetti, perché non hai più la statura morale di fare il Premier”.

Sul confronto Boschi-Di Maio: “Sono molto curioso di vedere questo confronto. Non sono d’accordo con Di Maio, che dice che ora non ha tempo. La sua mi pare una furbata, non credo non abbia mezza giornata di tempo per fare questo confronto. Visto che l’ha chiesto lui un confronto, lo faccia. E non solo davanti ai truffati da Banca Etruria”. 

Infine una battuta sullo scontro avuto giorni fa con Fusaro: “Ha detto a La Zanzara che dopo il nostro scontro su La 7 ho avuto un malore? Di questo fatto personale non intendo parlare, per non alimentare l’attenzione su persone che parlano di altri per accendere i riflettori su se stessi. Il mondo è diviso in due categorie: coloro di cui si parla per quel che fanno o hanno fatto e coloro di cui si parla per quel che dicono o hanno detto. Resta nella storia colui che ha fatto, non colui che ha detto”. 

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