Vivisezione. Nel 2015 uccisi 37.546 animali negli esperimenti

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Agenpress – Sono 601 i cani sottoposti a sperimentazione nei laboratori di vivisezione e sperimentazione animali nel corso del 2015 di questi 540 importati (dopo la chiusura di Green Hill ed il mancato inserimento del divieto di importazione oltre a quello di allevarli) di cui 187 sono nati in paesi dell’Unione Europea e 353 in altri paesi del mondo dove non è specificato se gli stessi cani su cui si è prodotta la sperimentazione di vari livelli di  difficoltà provengano o meno da allevamenti autorizzati. Per quanto riguarda il loro utilizzo le tabelle a cui facciamo riferimento (pubblicate dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 24 aprile 2017 numero 95 della Serie Generale) parlano di  601 cani  utilizzati in “protocolli uso a fini regolatori e di produzione ordinaria”.

I primati non umani, vale a dire le scimmie, importate nell’anno di riferimento 2015 sono stati 224 tutte appartenenti alla specie MACACHI DI GIAVA di questi nessuno (per fortuna) catturato il natura, ma 54 di prima generazione allevati in cattività (figli di catturati in natura negli anni passati) e 169 di seconda generazione allevati in cattività fuori dall’habitat naturale (come dire che questi sono piu felici di farsi sperimentare?) ma comunque importati da ASIA E AFRICA.

Per quanto riguarda l’uso dei livelli di sperimentazione 1 sottopostoa a torture che hanno portato alla  sua morte (viene definita come pratica del non risveglio) gli altri sottoposti a torture definite di lieve e moderato impatto del dolore. Questo solo per rimanere nella gestione di cani e scimmie, se sfogliamo anche le altre categorie scopriamo che esiste una colonia di 8.910 topi “geneticamente modificati”.

Ma il dato che salta all’occhio è quello legato al numero di animali utilizzati complessivamente negli esperimenti che assomma a 586.699 di cui quasi mezzo milione di ratti e topi, dato al quale fa da contraltare il numero di animali morti durante gli esperimenti che assomma a 37.546 esemplari trai quali quasi 32.000 tra ratti e topi, 2.748 porcellini d’India, 33 criceti, 2.017 conigli, 480 maiali, 1 capra e due pecore, 1 macaco di Giava, 146 polli domestici e galline,176 pesci zebra e 12 cefalopodi.

“Sono numeri da olocausto- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- e questi dati senza ulteriori approfondimenti ci dicono che è stato un bluff la chiusura di Green Hill ed il diviento di allevare in Italia perchè come sempre abbiamo sostenuto gli animali vengono sperimentati lo stesso ma acquistati da paesi stranieri molti dei quali senza la certificazione degli allevamenti di produzione, ma quello che maggiormente ci preme sapere è quanti di questi animali sono davvero serviti per il progredire dei farmaci e quanti per altri esperimenti compresi quelli di tossicità dei prodotti o per gli esperimenti militari dati che il ministero tace appellandosi al segreto”.

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