PD. Renzi. “Sono mesi che cercano di mettermi da parte, ma non ci riusciranno nemmeno stavolta”

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Agenpress – “Dire che il problema sono io per il voto in Sicilia si colloca nello stesso filone: utilizzare ogni mezzo per togliere di mezzo l’avversario scomodo. Che poi è l’obiettivo di chi è contro di noi. Non a caso Di Maio rinuncia al confronto, non a caso Berlusconi per prima cosa attacca me e il Pd. Insieme ai nostri compagni di viaggio possiamo arrivare al 40%. Sono mesi che cercano di mettermi da parte, ma non ci riusciranno nemmeno stavolta”.

E’ quanto scrive il segretario del Pd Matteo Renzi nella sua e-news settimanale. “Di Maio ha avuto paura. Prima ha chiesto il confronto, poi è scappato. Mi dispiace che un uomo che si candida a governare il Paese abbia paura di uno studio televisivo. E mi dispiace che siano rilanciate come motivazioni politiche le sue scuse. Tutti noi abbiamo avuto un Di Maio compagno di scuola. Uno di quelli che ti provocava nell’intervallo dicendo: ‘Vieni fuori, che ti faccio vedere io’. Poi tu uscivi fuori e lui non c’era. Li conosciamo. Magari sono anche simpatici. Però a nessuno di loro affideresti il futuro dei tuoi figli”, scrive Matteo Renzi. Il leader dem stasera sarà comunque a ‘DiMartedì’.

“Avevo dato la mia disponibilità e rinunciare mi sembrerebbe un atto da vigliacco – spiega – Ci saranno alcuni giornalisti che mi amano molto come Massimo Giannini, Alessandro Sallusti e Massimo Franco. Purtroppo Marco Travaglio era già impegnato, altrimenti si sarebbe unito anche lui al team. Passeremo una serata a confrontarci senza rete. L’appuntamento e’ alle 21.30 su La7”.

“Alle elezioni, se il Pd fa il Pd e smette di litigare al proprio interno, possiamo raggiungere, insieme ai nostri compagni di viaggio, la percentual che abbiamo preso nelle due volte in cui io ho guidato la campagna elettorale: il 40%, raggiunto sia alle europee che al referendum”. E’ quanto scrive il segretario del Pd Matteo Renzi nella sua e-news settimanale.

“Qui non si molla di un centimetro. E anzi l’Ottava edizione della Leopolda avrà come simbolo L8: lotto per… iniziate a scrivere se sarete con noi dal 24 al 26 novembre e per cosa lottate voi. L8, lotto per…altro che mollare”.

L’ex premier spiega: “Personalmente penso che sia arrivato il momento di cominciare la campagna elettorale. Da un lato c’è Berlusconi, dall’altro Grillo: due schieramenti pieni di estremisti e populisti. Noi siamo nel mezzo. Tiriamo fuori le migliori idee e i migliori candidati. E poi scelgano i cittadini” – spiega – “Ma quello che deve essere chiaro è che io non posso essere il segretario dei caminetti tra correnti, degli equilibri e dei bilancini: io sono perché tutti nel Pd si sentano a casa, rispettando il pluralismo e mettendo i migliori in lista. Ma sono anche perché finalmente si parli agli italiani e con gli italiani”. E aggiunge: “Basta chiacchierarsi addosso. Con la Direzione Nazionale del 13 novembre si inizia la campagna elettorale, altrimenti facciamo il gioco degli avversari”.

Ha vinto la destra. Come accade sempre, da decenni, in Sicilia. E come molti immaginavano da mesi. Ha vinto Musumeci che per questa campagna elettorale ha fatto pace col suo avversario storico, Miccichè. La volta scorsa i due stavano in liste contrapposte e hanno fatto il 44%. Oggi stavano insieme e hanno fatto il 40%. Hanno vinto loro, tanto di cappello. Punto”.

“Buon lavoro – prosegue – al nuovo Presidente Nello Musumeci. Non condivido una virgola della sua storia e del suo curriculum. Ma ha vinto, ha vinto nettamente e gli faccio i migliori auguri perché riesca a governare bene la Sicilia. Dirò di più: spero che ci riesca perché prima vengono i cittadini, poi gli schieramenti. Ne dubito, per la compagnia di giro che ha, ma glielo auguro. E lo auguro ai siciliani”.

“I Cinque Stelle hanno perso in Sicilia. Ma tutti i commenti che leggete sui giornali e vedete in tv sono commenti gia’ preparati da tempo che non fanno i conti con i numeri reali” – spiega ancora Renzi – “Cerchiamo di capirci: M5S aveva preso alle Politiche del 2013 in Sicilia il 33% e a livello nazionale il 25%. La Sicilia era stata dunque la loro Toscana, il loro bacino di voti più forte. Erano andati meglio che altrove. Oggi hanno preso il 26% in Sicilia, dopo che tutti i sondaggi li davano ampiamente sopra il 30% (sono sempre sovrastimati nei sondaggi, fateci caso). Il voto alla lista, al simbolo passa dal 33 al 26%: dunque hanno perso sette punti percentuali su base regionale, chissa’ a quanto sono davvero su base nazionale”.

Matteo Renzi sottolinea che sul voto siciliano non c’è stato nessun affondo Pd nei confronti del presidente del Senato. “Nessuno  ha dato la colpa a Grasso, neanche il sottosegretario Faraone che ha rilasciato la dichiarazione contestata da tanti. Si è solo detto che se Grasso si fosse candidato, come gli era stato chiesto, i risultati sarebbero stati diversi. Ma Grasso ha rinunciato, dicendo che da Presidente del Senato non poteva sobbarcarsi un impegno politico in prima persona. Il che dimostra anche rigore istituzionale, intendiamoci. Rispetto per la sua scelta, nessuna polemica, ma semplice constatazione. Del resto le liste della Sinistra radicale sono passate dal 6.5% delle scorse regionali al 5.3% di ieri, eleggendo un solo consigliere regionale”.

“Questo grande trionfo a sinistra io non l’ho visto, almeno in Sicilia. E’ vero che oggi è il 7 novembre 17 e dunque sono cento anni esatti: ma non vedo alle porte una rivoluzione comunista. Penso che un elettore di sinistra, anche radicale, voglia unità. Non le divisioni che fanno vincere la destra”, conclude l’ex premier.

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