Garante: tempo di conservazione nei “Sistemi di Informazione Creditizie” non può mai superare i 5 anni

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Agenpress. Chiariti dal Garante per la privacy i maggiori dubbi interpretativi relativi ad alcuni istituti del “Codice di deontologia e buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti”

Il Garante, recependo gli orientamenti più recenti della Corte di Cassazione, ha affermato che gli istituti di credito e gli operatori finanziari non bancari hanno l’obbligo di inviare il preavviso di imminente registrazione nei SIC ai soggetti che siano in ritardo nei pagamenti delle rate di un contratto di finanziamento o di un mutuo. Banche e finanziarie dovranno usare modalità idonee a provare non solo l’invio del preavviso, ma anche l’avvenuta ricezione da parte degli interessati medesimi (ad esempio tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, telegramma o posta elettronica certificata).

Riguardo ai tempi di conservazione nei SIC (Sistemi di Informazione Creditizie) dei dati relativi a inadempimenti non regolarizzati, l’Autorità ha precisato che, fermo restando il termine per così dire “ordinario” di 36 mesi dalla scadenza contrattuale o dalla cessazione del contratto, negli altri specifici casi previsti dal Codice, il tempo di conservazione non può comunque mai superare i 5 anni dalla data di scadenza del rapporto.

Si tratta, ad esempio, di circostanze in cui intervengono la cessione del rapporto a società di recupero crediti, o la cessione in blocco e cartolarizzazione dei crediti.

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