Corruzione. Il 7,9% delle famiglie italiane nel corso della vita è stato coinvolto

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Agenpress – Si stima che il 7,9% delle famiglie nel corso della vita sia stato coinvolto direttamente in eventi corruttivi, il 2,7% nei 3 anni precedenti la rilevazione e l’1,2% negli ultimi 12 mesi. Con riferimento alle esperienze vissute nel corso della vita, le differenze territoriali appaiono rilevanti:
il valore massimo (11,6%) si registra nel centro Italia, seguito dal Mezzogiorno con il 9% e
dal nord del Paese con il 5,7%.
La corruzione interessa in primo luogo il mondo del lavoro (3,2% delle famiglie), soprattutto nel momento della ricerca di un’occupazione, nella partecipazione a concorsi o per l’avvio di un’attività lavorativa (2,7%). Segue il settore della giustizia dove il 2,9% delle famiglie coinvolte in cause giudiziarie ha avuto nel corso della propria vita una richiesta di denaro, regali o favori da parte di un giudice, un pubblico ministero, un cancelliere, un avvocato, un testimone o altri.
Infine, relativamente al welfare, il 2,7% delle famiglie che hanno fatto domanda di benefici
assistenziali (contributi, sussidi, alloggi sociali o popolari, pensioni di invalidità o altri benefici) hanno ricevuto una richiesta di denaro o scambio di favori.
Episodi di corruzione hanno coinvolto anche il 2,4% delle famiglie che hanno avuto bisogno
di visite mediche specialistiche o accertamenti diagnostici, ricoveri o interventi. In quest’ambito, inoltre, si stima che al 9,7% delle famiglie (più di 2 milioni 100 mila) sia stato chiesto di effettuare una visita a pagamento nello studio privato del medico prima di accedere al servizio pubblico.
Sebbene a livello internazionale questi casi rientrino nella corruption in senso esteso, essi non rappresentano circostanze di vera e propria corruzione secondo la definizione giuridica italiana, ma testimoniano la richiesta di pagamento per un servizio che in realtà dovrebbe essere pubblico.
Le famiglie che si sono rivolte agli uffici pubblici hanno avuto richieste di denaro, regali o
favori nel 2,1% dei casi.

Tra le famiglie che hanno acconsentito a pagare o a fare regali, l’85,2% ritiene che sia stato
utile per ottenere quanto desiderato e il 51,4% ricorrerebbe di nuovo all’uso del denaro, dei
favori o dei regali (73,8% nel caso di una prestazione sanitaria).

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