Roma. L’albero Spelacchio è morto. Buttati via 49mila euro di soldi pubblici

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Agenpress – Mai era avvenuto che l’albero di Natale di Roma diventasse così famoso da meritare, suo malgrado, l’appellativo di Spelacchio, perché brutto e spelacchiato.

E’ stato lo stesso Comune di Roma ad annunciare la morte dell’abete rosso spesso deriso, ultimamente, da molti internauti. L’amministrazione capitolina ha rivelato, ai microfoni del Corriere, che l’abete è senza radici ma ‘è ‘la prassi per qualsiasi albero installato nelle piazze delle città italiane durante le festività’.

Secondo il dipartimento Ambiente, quello di “Spelacchio” è un destino comprensibile: “Da sempre gli alberi di Natale sono recisi e dopo le feste vanno buttati. Nessuno è mai stato ripiantato. Trasportarli con le radici comporterebbe costi spropositati e l’utilizzo di un macchinario speciale che si trova in Germania”. Nel caso specifico dell’abete rosso addobbato in queste festività 2017, “una pianta certificata Fsc (di origine sostenibile) continuano dal dipartimento capitolino – andava abbattuta per consentire la manutenzione del bosco, perché era diventato troppo fitto”.

D’altra parte tutti gli alberi sradicati muoiono. . In maniera così evidente da far nascere delle incomprensioni Tra Roma e la Val di Fiemme, comunità nativa dell’albero più discusso del momento.

Sempre a quanto riporta il Corriere della sera, la Magnifica comunità di Fiemme ha sentenziato: “quando è partito da qui era in ottima salute, era perfetto. Gli alberi di Natale vengono selezionati secondo stringenti criteri estetici”, assicurano. “Come tutti gli anni l’abete è stato tagliato, legato, trasportato, una volta sulla piazza è stato slegato e addobbato. Noi non puntiamo il dito contro nessuno ma qualcosa a quell’albero è successo. È evidente. Ha subito uno stress troppo grande. In genere in quelle condizioni, come è sempre successo, un abete rosso resiste tranquillamente un mese, un mese e mezzo. E invece questa volta…”.

“L’abete rosso – spiega Ilario Cavada, esperto della Magnifica Comunità della Valle di Fiemme che ha fornito alla Capitale l’albero di Natale – è partito da noi già morto, nel senso che come prassi gli sono state tagliate le radici essendo impossibile altrimenti il trasporto”.

“Pur essendo di fatto morto – prosegue Cavada – l’albero è in grado di restare rigoglioso per un mese e mezzo o due, come sempre avvenuto, garantendo lo scopo estetico per cui è stato messo in Piazza Venezia”. Ma qualcosa non ha funzionato, se il gigantesco albero è seccato prematuramente, dopo appena poche settimane, e soprattutto prima di Natale.

La sindaca Virginia Raggi sarebbe intervenuta nella vicenda, scrive oggi Il Messaggero, chiedendo una relazione dettagliata al Dipartimento Ambiente del Campidoglio, ma intanto i romani si chiedono come si siano potuti gettare al vento 49mila euro circa di denaro pubblico.

Di seguito la delibera di affidamento per l’acquisto di Spelacchio.

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