Migranti. Marina Libica contro ong e comunità internazionale: creano il “sogno” di un’Europa accogliente

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Agenpress – La Guardia costiera libica, questa mattina, ha soccorso tre gommoni in difficoltà al largo di al-Khoms, a est della capitale libica Tripoli, riuscendo a portare in salvo 300 persone.

Uno dei gommoni era però era quasi sott’acqua e solo 17 persone che erano a bordo sono riuscite a salvarsi. Il resto dell’equipaggio, sfortunatamente non c’era più e non abbiamo trovato nè superstiti nè cadaveri” ha dichiarato il comandante della Guardia costiera libica Nasr al Qamoud, citato dal sito della Reuters.

In un comunicato della Guardia costiera si sostiene però che “almeno 90 o 100” migranti risultano scomparsi. Appena 24 ora fa sempre la Guardia costiera libica era riuscita a salvare altri 135 migranti di “diverse nazionalità africane” su un gommone “davanti alle coste di Gasr Garabulli”.

La stessa Marina libica  polemizza con la comunità internazionale e le organizzazioni non governative che, creando il “sogno” di un’Europa accogliente, alimenterebbero una lucrosa “tratta degli schiavi” per poi versare “lacrime di coccodrillo” per gli annegati.

La nota sottolinea lo sforzo compiuto dalla motovedetta “Sabrata” per salvare “persone indotte in errore dal sogno di arrivare in Europa creato da una propaganda malvagia”. “Gli africani hanno creduto veramente che il mondo apra loro le braccia” sostiene ancora il comunicato dopo aver affermato che, quando annegano, “poi la comunità internazionale e le Ong internazionali versano lacrime di coccodrillo”. “L’africano è diventato una merce e un brillante commercio nella tratta degli schiavi che, secondo i criteri del XXI secolo, passa sotto il nome di migranti o rifugiati o altre denominazioni tranquillizzanti”, conclude la nota avvertendo che questa “storia continua”.

 

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