De Benedetti-Renzi; Sen. Augello: “Molto più grave del caso Banca Etruria”

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Agenpress. Il Sen. Andrea Augello (Idea), membro della Commissione d’inchiesta sulle banche, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”.

Sul caso Renzi-De Benedetti. “Se la cosa avesse riguardato qualcuno del centrodestra, questa faccenda avrebbe avuto ben altri contorni –ha affermato Augello-. Mentre andavano in fumo miliardi di euro di padri di famiglia e pensionati che avevano investito nelle banche popolari, c’era qualcuno che avendo una corsia preferenziale con Renzi ne traeva vantaggio. Se davvero questa storia finirà con l’archiviazione di Consob e Procura, vuol dire che questo Paese non ha gli anticorpi necessari sul piano legislativo, amministrativo e penale per evitare che certe cose ricapitino in futuro.

Se questa vicenda non viene sanzionata vuol dire che c’è qualcosa da rivedere dal punto di vista legislativo. Qualunque cosa abbia detto Renzi a De Benedetti, non si capisce che titolo avesse De Benedetti di interloquire con il Presidente del Consiglio sulle banche popolari, alla vigilia dell’approvazione del decreto. Non ci sarebbe stata nessuna possibilità di speculare in borsa se al posto del decreto ci fosse stato un disegno di legge, perché il ddl non ha un effetto immediato come il decreto.

Solamente Renzi poteva essere il decisore, solo lui e Padoan potevano decidere se fare o meno il decreto. Quella telefonata avviene all’apertura dei mercati, venerdì 16 gennaio 2015. Finita la telefonata, prima della chiusura dei mercati, si fa quell’operazione. Alle 17.45 Renzi annuncia in una conferenza stampa che si fa il decreto. Cos’altro serve per capire cos’è accaduto in questa vicenda?”.

Più grave del caso Banca Etruria? “Sono due storie stravaganti –ha dichiarato Augello-. La questione Banca Etruria è soprattutto un capolavoro di ineleganza, ma anche di inesperienza e sprovvedutezza della Boschi. E’ una caduta di stile grossolana. L’altro invece è un caso molto grave.

Come glielo raccontiamo alla gente che ha perso i suoi risparmi che uno ha realizzato guadagni per migliaia di euro speculando in seguito ad un’interlocuzione con il Presidente del Consiglio, il tutto senza che la Consob abbia sanzionato né De Benedetti né il banker”.

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