Par condicio giornalisti; Mineo: “E’ una follia. Non ho mai creduto nell’imparzialità”

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Agenpress. Il Sen. Corradino Mineo (Liberi e uguali) è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”, condotta da Gianluca Fabi e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

In merito al regolamento dell’Agcom sulla par condicio per i giornalisti. “E’ una follia – ha affermato Mineo-. Non vedo con quale criterio si debbano selezionare i giornalisti nelle trasmissioni. Naturalmente un problema c’è, ma non sta nella scelta col bilancino dei giornalisti, chiedendogli per chi votano.

Il problema sta nella struttura dei talk show, in cui il giornalista fa il vigile urbano così non rischia mai in proprio. Poi sono infastidito del fatto che nei talk show non si usi più la seconda domanda, dopo l’affermazione del politico il giornalista non cerca di approfondire, ma dà la parola a un altro. La terza cosa è che una parte dei giornalisti sono stati militarizzati.

Come senatore, mi è capitato spesso di trovarmi nelle varie trasmissioni in periodo come quelli della campagna elettorale pre-referendum e un grosso partito chiedeva di mandarmi contro un giornalista che veniva appositamente per provocare. Maria Teresa Meli girava per i talk show per aggredire tutti quelli che non dicevano cose meravigliose di Renzi. Ma tutto ciò non si può regolare con un regolamento dell’Agcom.

Il giornalista deve avere delle opinioni e, meno le nasconde, più è leale, quindi io non ho mai creduto nell’imparzialità, io credo nel saper fare il giornalista. Se io non ho idee come faccio a smontare le falsità che l’altro mi propone? Se io sono un qualunquista assoluto e del debito pubblico italiano non me ne frega nulla, come posso fare un’intervista sul debito pubblico?”.

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