Boom disoccupazione giovanile in Italia, Centrella (Selp). Emergenza al Sud

0
1146

Agenpress – “La disoccupazione giovanile in Italia è la terza più alta d’Europa dopo Grecia e Spagna. Come conferma Eurostat che pubblica le statistiche di novembre 2017 di tutta l’Eurozona con la Grecia (al 39,5%), Spagna (al 37,9%) e il nostro Paese al 32,7%. L’Istat, nel report riferito al mese di novembre 2017, ha certificato il tasso di disoccupazione dei giovani italiani tra i 15 e i 24 anni al 32,7% (rispetto al precedente 34,7%) con un aumento dei giovani inattivi, cioé coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi. Queste stime devono essere al centro dell’agenda politica-economica del nuovo parlamento”.

A portare questi numeri all’attenzione dell’opinione pubblica è Giovanni Centrella, segretario generale del Selp, il Sindacato europeo lavoratori e pensionati.

“Sul versante generale del lavoro, sempre l’Istat ha registrato a dicembre (su dati del 3° trimestre del 2017) un tasso di disoccupazione in Italia stabile all’11,2% certifica un aumento dei posti, ma evidenzia il permanere del rischio precarietà. In più è necessario evidenziare che la crescita congiunturale dell’occupazione è dovuta soltanto all’aumento dei dipendenti a tempo determinato, con un nuovo record storico per i contratti a termine”: aggiunge Centrella.

Il segretario generale del Selp ricorda inoltre quale siano i criteri statistici di monitoraggio dell’economia e di classificazione delle prestazioni di lavoro.

“Secondo l’Istat: “E’ considerato occupato se nella settimana di riferimento dell’indagine statistica ha lavorato almeno un’ora”. Come dire che nel computo degli occupati sono inseriti anche i contratti a tempo, il lavoro a chiamata e le migliaia di persone che venivano pagate a suon di voucher da 8 ore al mese.”: aggiunge il segretario generale del Selp, il Sindacato europeo lavoratori e pensionati, Giovanni Centrella.

La disoccupazione colpisce soprattutto il Sud , così come emerge chiaramente nel primo rapporto integrato sul mercato del lavoro presentato a fine anno, incrociando i dati di: Ministero del lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal.

“Al Sud, per i giovani, la situazione socio-economica è simile a quella greca e la disoccupazione di lunga durata è diventata un problema talmente grave che la ricerca del primo impiego riguarda ormai parecchi trentenni. In generale, il tasso di disoccupazione al Sud sfiora il 20%, il valore più alto nell’Ue a 28 dopo la Grecia. E soprattutto, si tratta di disoccupazione giovanile di lunga durata. Ovvero, di giovani che per tanti, troppi, anni non riescono a trovare un posto di lavoro, pur cercandolo. Risultato di questa situazione? Il 61,3% dei giovani disoccupati del Sud è da più di 2 anni che non lavora. E’ un’analisi che deve essere condotta senza enfasi , anche per evitare che sulla pelle dei disoccupati venga giocata una campagna elettorale a suon di cifre in libertà sui nuovi posti di lavoro e sul facile ottimismo nel futuro”: conclude Giovanni Centrella.

Commenti