Piazza Carceri e Sicurezza: abbiamo il diritto e il dovere di fare delle domande a chi giunge in Italia

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Agenpress. “Sulla questione della sicurezza e dell’immigrazione, tra fascismo, antifascismo, razzismo, accoglienza cristiana, comunismo e anticomunismo, si sta facendo solo una grande confusione che non aiuta a mettere a fuoco i problemi.

Servono chiarezza e maggiore lucidità di pensiero. In primo luogo, va riconosciuto il fatto che il fenomeno dell’immigrazione, specialmente se incontrollata, porta con sé delle conseguenze importanti sulla sicurezza della cittadinanza.

Va poi riconosciuto il fatto che l’immigrato, per il solo fatto di essere tale, non costituisce necessariamente un problema di sicurezza, l’immigrato è innanzitutto un essere umano come noi, è un soggetto dotato di una incomprimibile dignità, è un soggetto titolare di tutti i diritti essenziali che appartengono alla personalità umana.

Deve poi prendersi in considerazione il fatto che una volta che gli immigrati giungono nel nostro Paese, non è facile, anche per via della questione degli accordi bilaterali, rimandare a casa chi non ha il diritto di rimanere in Italia. Allo stesso tempo, deve significarsi che i confini, non sono un concetto fascista, ma sono un elemento che concerne lo Stato, l’esercizio della sua sovranità sul territorio. D

etto ciò appare chiaro che noi non solo abbiamo il diritto ma per salvaguardare la nostra sicurezza, abbiamo anche il dovere di porre innumerevoli domande a chi decide di giungere nel nostro Paese. Abbiamo il diritto ed anche il dovere di conoscere meglio queste persone.

Non possiamo aprire le porte a tutti indistintamente, dobbiamo necessariamente operare preliminarmente delle selezioni, che ci consentano di promuovere l’armonia sociale, che ci consentano di far coesistere l’accoglienza e la solidarietà verso i nuovi arrivati con la sicurezza dei cittadini italiani.”

Così in una nota Giuseppe Maria Meloni, portavoce di Piazza delle Carceri e della Sicurezza del cittadino.

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