Tumori. Il 57% dei pazienti oncologici riferisce al medico i piccoli disturbi legati alla malattia o alle terapie

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Agenpress – “Molte neoplasie  sono diventate patologie croniche. Ed emergono necessità impensabili soltanto dieci anni fa”.

Lo ha detto il presidente Aiom Stefania Gori, dell’ Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) in un convegno al Senato.

In Italia sono 3,3 milioni le persone che vivono dopo una diagnosi di tumore e con una malattia che, grazie alle nuove armi terapeutiche, sta diventando sempre più cronica: tanti sono i nuovi bisogni di questi malati, eppure solo il 57% dei pazienti riferisce al medico i piccoli disturbi che possono però peggiorare la qualità della vita.

Per questo, annuncia il presidente della Fondazione Aiom Fabrizio Nicolis, “vogliamo creare collaborazioni strutturate fra centri oncologici, medici di famiglia e farmacisti: lo chiedono con forza i malati”.

Oggi infatti, rileva l’Aiom, solo il 57% dei pazienti oncologici riferisce al medico i piccoli disturbi legati alla malattia o alle terapie, contro il 98% che affronta con l’oncologo gli effetti collaterali ritenuti rilevanti. Spossatezza, nervosismo, difficoltà ad addormentarsi, lieve dissenteria, mancanza di appetito, gonfiore sono piccoli fastidi molto frequenti, che sembrano però restare nella terra di nessuno. Il 54%, infatti, ritiene che il medico di famiglia non sia un interlocutore adeguato sulle neoplasie e il 79% lamenta l’assenza di dialogo fra oncologi e medici del territorio. Inoltre, solo il 9% si rivolge al farmacista di per avere consigli.

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