Istat: scende disoccupazione giovanile e aumenta export Regioni

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Agenpress. L’Istat rileva che il tasso di disoccupazione giovanile sta scendendo e in particolare per i giovanissimi under 25 (al 34,7%, -3 punti) e per i giovani 15-34enni (al 21,2%, -1,3 punti), mentre sale per gli over50 (al 6,2%, +0,2 punti). Nel contempo il numero di disoccupati con almeno 50 anni sale a 539 mila (+38 mila unità in un anno, +7,6%).
A livello territoriale la crescita dell”occupazione è simile in tutte le ripartizioni mentre il calo della disoccupazione è più intenso nelle regioni settentrionali (-8,0% contro -3,7% nel Centro e -0,5% nel Mezzogiorno). La riduzione del numero di inattivi e del tasso di inattività è lievemente più forte nel Mezzogiorno; peraltro nel Nord e nel Centro il calo del tasso di inattività riguarda soltanto le donne mentre nel Mezzogiorno entrambe le componenti di genere.
Nel quarto trimestre del 2017 l’economia italiana ha registrato una crescita del PIL dell’1,6% su base annua. Sempre nel quarto trimestre del 2017 l’occupazione presenta una lieve crescita congiunturale (+12 mila, 0,1%), dovuta all’ulteriore aumento dei dipendenti a termine (+57 mila, +2,0%) a fronte del calo di quelli a tempo indeterminato (-25 mila, -0,2%) e degli indipendenti (-20 mila, -0,4%).
L’aumento dell’occupazione per genere e ripartizione è più intenso per le donne e nel Mezzogiorno.
“Dal lato delle imprese – spiega l’Istat – si confermano i segnali di crescita congiunturale della domanda di lavoro, con un aumento delle posizioni lavorative dipendenti dello 0,5% sul trimestre precedente e del 3,0% su base annua, sintesi della crescita sia dell’industria sia dei servizi”.
A gennaio – sempre secondo gli ultimi dati Istat – l’indice dei prezzi alla produzione dell’industria italiana aumenta dello 0,7% rispetto al mese precedente e dell’1,7% nei confronti di gennaio 2017.
Sul mercato interno i prezzi alla produzione dell’industria crescono dello 0,8% rispetto a dicembre e dell’1,8% su base tendenziale.
Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha spiegato che “i dati confermano forte e diffusa spinta della crescita dell’Eurozona, attesa nel breve termine a tassi più forti del previsto”.
La Banca centrale europea ha alzato le stime di crescita per l’Eurozona al 2,4% dal 2,3% per il 2018, mantenendo l’1,9% atteso per il 2019 e l’1,7% per il 2020. La stima sull’inflazione dell’eurozona è 1,4% per il 2018, limata all’1,4% quella per il 2019 dall’1,5%.
Comunque, sostiene Draghi, “un notevole stimolo monetario è ancora necessario per sostenere l’inflazione nel medio termine”.
A conferma di quest’andamento positivo arrivano anche i dati sull’export 2017 regionale, che ha fatto registrare rialzi in tutto il Paese: il Centro-Nord è in linea con la media nazionale (+7,4%) così come l’Italia Nord-occidentale (+7,6%). Sono invece in netta crescita le Isole (+29,4%).
Sotto la media risulta il meridione (+2,8%) mentre si discostano poco il Centro (+7,0%) e il Nord-est (+6,6%).
Il forte rialzo dell’Italia insulare, sostanzialmente Sicilia e Sardegna, è dovuto, spiega l’Istat, “in larga misura” all’aumento “in valore delle vendite di prodotti petroliferi raffinati”. Ma le regioni che forniscono il maggiore contributo alla crescita delle esportazioni nazionali sono “Lombardia (+7,5%), Emilia-Romagna (+6,7%), Piemonte (+7,7%), Lazio (+17,2%) e Veneto (+5,1%). Diversamente, si registrano segnali negativi per Basilicata (-13,3%), Marche (-2,0%) e Molise (-23,9%)”.
Per l’Ocse, la crescita dell’Italia nel 2018 e 2019 continuerà con un +1,5% quest’anno e +1,3% l’anno prossimo. Disoccupazione in calo nel 2017 all’11,2%, il livello più basso dal 2013.
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