Martina si dimette da ministro. Di Maio arrogante. No governo con il M5S e Lega. Renzi è una risorsa

0
344

Agenpress –  “Da questo pomeriggio non sono più ministro, per rispetto del ruolo istituzionale che ho ricoperto fin qui e il ruolo che sono chiamato a svolgere”. Lo afferma il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina a Porta a Porta.

Dimissioni accettate dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che assume ad interim le deleghe relative.

“Non ce l’abbiamo fatta a interpretare la paura e la solitudine dei cittadini”, ha aggiunto Martina . Dire che M5s ha vinto nel sud grazie al reddito di cittadinanza è una semplificazione: lì  occorre una lettura molto più radicale di quello che serve”.

E “Renzi non è il capo di una corrente del Pd, per quello che ha dato al Paese rimane una risorsa e farà bene a contribuire e dare una mano a questo partito. Così come chiedo a tutti di dare una mano al Pd”. E ancora “Renzi non è il capo di una corrente del Pd, per quello che ha dato al Paese rimane una risorsa e farà bene a contribuire e dare una mano a questo partito. Così come chiedo a tutti di dare una mano al Pd”.

A Di Maio dice “evocare il ritorno al voto segnerebbe la sconfitta di chi ha vinto le elezioni: suggerirei a Di Maio di abbandonare questi toni e di assumersi responsabilità piena di dire cosa fare senza giocare a mosca cieca”.  “Se sto alle cose di Di Maio oggi, più che responsabilità ho visto arroganza: mi colpisce chi chi vince invece di dire dei si, dice dei no”.

“Le parole di Luigi Di Maio sono solo arroganti e per niente utili all’Italia. Altro che responsabilità. Insulta il ministro dell’Economia che ha garantito la tenuta del Paese e la sua ripartenza per poi predicare dialogo: una farsa. Di Maio dovrebbe accorgersi che il tempo della propaganda è finito”.

“Salvini stia tranquillo: non ci pensiamo nemmeno con il binocolo a un governo con loro. E’ l’unica cosa in cui sono d’accordo con lui”.

“Confermiamo che i programmi di Lega e M5s sono irrealizzabili o perfino dannosi: non ho paura del confronto. Ma crediamo che il dovere di indicare la strada sia loro”, ha aggiunto.  “Non posso fare ipotesi generali sul futuro, ma so da dove il Pd deve partire, cioè l’opposizione”.

 

Commenti