Piemonte. Studi per individuare faglie che possono potenzialmente causare terremoti

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Agenpress – “Stiamo attualmente conducendo, in Piemonte, studi per individuare faglie che possano potenzialmente causare terremoti più forti di quelli storicamente noti. Lo studio dei territori caratterizzati da medio – bassa sismicità, e ricordo che come tale era classificata anche l’area emiliana prima del terremoto del 2012, è la nuova frontiera della ricerca scientifica sul tema, anche in ragione del fatto che le evidenze sul terreno di tali eventi sono molto più difficilmente individuabili di quanto è possibile osservare nelle aree appenniniche”. Lo ha dichiarato Giandomenico Fubelli, geologo, ricercatore del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino ed esponente dell’Associazione Italiana di Geografia Fisica e Geomorfologia, intervenendo oggi alla conferenza per la presentazione in Ante Prima nazionale del Premio di Laurea AVUS – L’Aquila 2009, svoltasi proprio a Torino, presso la sede del Dipartimento.

 

Fubelli sta conducendo importanti studi in merito.

“Non si conoscono ancora – ha proseguito Fubelli – le sorgenti sismogenetiche dei terremoti del 1808 e del 1828 e dunque se è lecito attendersi magnitudo superiori anche nell’area piemontese.

Il Piemonte, come buona parte dell’Italia nordoccidentale, è considerata una zona a medio-basso rischio sismico. Se questo è senz’altro vero per quanto riguarda la frequenza di eventi registrati in tempi recenti, di sicuro non lo è per quanto concerne gli eventi del passato, rilevati da testi storici che testimoniano diversi eventi che hanno coinvolto le aree piemontesi. Le testimonianze più note riguardano il terremoto del Pinerolese del 1808, un 5.7 della Richter con 2 morti, 6.000 edifici danneggiati e quelle in provincia di Alessandria del 1828 – che colpì almeno 15 comuni”.

Ricerca Università di Torino – CNR

“Anche il Piemonte non è esente dal rischio sismico. Facendo un operazione di recupero e interpretazione di testi storici, si comprende come terremoti forti, seppur non devastanti, si siano registrati in diverse zone del Piemonte. Quindi occorre porre maggiore attenzione su tali eventi, perché a causa della loro scarsa frequenza  – ha continuato Fubelli –  tendono a far sottostimare il reale potenziale sismico del settore nordoccidentale del nostro Paese. Da studi condotti presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino, con la collaborazione del CNR Torino e Arpa Piemonte, emerge come il settore piemontese sia stato interessato da terremoti di una intensità tale da produrre danni a persone e cose anche in epoche più antiche.  Lo studio geologico e geomorfologico delle aree dove il risentimento di tali terremoti è stato maggiore può produrre una maggiore consapevolezza delle aree dove il terremoto ha colpito maggiormente in passato, anche in relazione a fenomeni di amplificazione sismica locale e dovrebbe dare la giusta spinta alla realizzazione di infrastrutture e abitazioni che siano costruite con appropriate caratteristiche antisismiche. Il Premio Avus è importante perché sollecita gli studenti ad approfondire gli eventi sismici sul territorio piemontese e dunque li incentiva al lavorare su tesi di laurea attinenti il tema della prevenzione”.

Alla conferenza di oggi sono intervenuti : Daniele Castelli – Direttore Dipartimento Scienze della Terra dell’Università di Torino, Sergio Bianchi – Presidente Associazione Vittime Universitarie del Sisma, Claudia Borgarello – Commissione Protezione Civile – Ordine Geologi del Piemonte,  Giandomenico Fubelli – Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino ed esponente AIGEO , Gianfranco Fioraso – Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR, Fabrizio Bosco – ARPA Piemonte,  Erika Ceriana Mayneri e Luca Lanteri del Gruppo Erikus – Regione Piemonte e Arpa Piemonte. Il mondo della ricerca incontrerà gli studenti, con i genitori di quei ragazzi che hanno perso la vita a L’Aquila.

Prevenzione e salvaguardia della vita umana sono al centro dell’importante Premio Avus, ideato e voluto con forza dai genitori degli studenti che purtroppo persero la vita a L’Aquila nel 2009, con il giornalista Umberto Braccili . Da allora Sergio Bianchi, presidente dell’Associazione Vittime Universitarie del Sisma, con altri papà e madri, instancabilmente ha incontrato migliaia di giovani studenti di tutte le Università italiane, in giro per l’Italia. Grazie a questo Premio molte sono state le tesi e le attività di ricerca sul tema della prevenzione al fine di salvare le vite delle persone.

Il PREMIO AVUS

Nicola aveva 22 anni quando purtroppo perse la vita nella notte tra il 5 ed il 6 Aprile del 2009 in quel terremoto che vide andare via 309 persone, mentre i feriti furono 1600.

“Voglio portare il mio vissuto come esempio. Abbiamo voluto trasformare il nostro dolore di padri e madri in opportunità per gli altri al fine di salvare le vite dei giovani. Andiamo nelle Università – ha dichiarato Sergio Bianchi, il papà di Nicola e Presidente dell’AVUS, incontrando le centinaia di studenti presenti all’evento –  per trasmettere ai ragazzi, oggi studenti, domani ricercatori, il valore ed il rispetto per la vita, il senso di responsabilità. Non si deve generare altro dolore. La scomparsa di un figlio, di una persona distrugge una famiglia intera. Ti viene tolto il tuo progetto di vita ed a L’Aquila è accaduto questo per superficialità”.

In ricordo di Angelo Lannutti  che era, invece  il papà di Ivana, studentessa di 22 anni, scomparsa in quella notte.

“Ora anche Angelo non c’è più – ha concluso Bianchi – non è più fisicamente con noi su questa Terra. Un male incurabile lo ha portato via. Angelo era il papà di Ivana, anni 22. Era il Vice – Presidente dell’Associazione. Angelo ha scritto un libro. Qualche ora prima di andarsene aveva espresso il desiderio che il suo libro fosse presentato. Io l’ho fatto. Però mi ha chiesto soprattutto di continuare a lottare per questa giusta causa, stare con i ragazzi, parlare loro ed evitare che questi giovani muoiano. Io lotterò sempre”.

AVUS è l’Associazione Vittime Universitarie del Sisma costituita dai genitori degli studenti che hanno perso la vita a L’Aquila .  Dal 2013, ogni anno, l’AVUS ha istituito il Premio di Laurea per la migliore tesi sul tema della prevenzione sismica in Italia. Un progetto reso possibile grazie ai proventi del libro “Macerie dentro e fuori” scritto dal giornalista Umberto Braccili che parla della vita, delle passioni e delle aspirazioni di questi straordinari ragazzi che lasciarono questo mondo quella notte del 2009. Da allora  AVUS,  ha promosso incontri e dibattiti in tutte le Università e scuole d’Italia al fine di sensibilizzare ulteriormente le nuove generazioni, la classe dirigente del domani. Il Premio AVUS è un premio prestigioso, la cui cerimonia si svolge ogni anno nel mese di Aprile. Il prossimo 5 Aprile si terrà la cerimonia di premiazione per la migliore tesi anno 2017. Invece nell’Aprile del 2019, AVUS premierà la migliore tesi dell’anno in corso.

“L’incontro di Torino, in programma svoltosi oggi, presso la prestigiosa sede del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino, è stato il primo lancio del premio AVUS 2019 . Come per le precedenti edizioni  – ha dichiarato il giornalista, Umberto Braccili –  abbiamo sempre incontrato in varie facoltà, gli universitari. L’associazione AVUS 2009 è nata per questo. Gridare forte ai nuovi professionisti di non ripetere gli errori commessi in passato. Case costruite male, nessuno studio sul territorio come successe a L’Aquila per il sisma che registrò tra le 309 vittime ben 54 universitari che erano lì per costruire il proprio futuro lavorativo”.

E domani centinaia gli studenti pronti ad incontrare papà Sergio, in nome di una prevenzione che potrà rendere l’Italia un Paese sempre più moderno, sicuro, in grado di tutelare le vite umane.

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