Siria. La rabbia dell’Iran: Macron, Putin e May “criminali”. La condanna Putin

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Agenpress – “La linea rossa fissata dalla Francia nel maggio del 2017 è stata superata. Quindi ho ordinato alle forze armate francesi di intervenire questa notte, nell’ambito di un’operazione internazionale congiunta con gli Stati Uniti d’America e il Regno Unito e diretta contro arsenali chimici clandestini del regime siriano”. Così il presidente francese, Emmanuel Macron, twittando la foto del momento in cui ha ordinato l’attacco.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, quello francese Emmanuel Macron e la premier britannica Theresa May sono dei ”criminali”, ha scritto sul suo account ufficiale di Twitter la guida suprema della Repubblica islamica dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, condannando l’attacco sferrato da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna contro il regime di Damasco.

I raid aerei in siria degli alleati sono stati una risposta “necessaria e appropriata” agli attacchi chimici. Così la cancelliera tedesca, Angela Merkel, dopo l’operazione militare in Siria.

La Russia condanna fortemente l’attacco in Siria: lo ha dichiarato il presidente Vladimir Putin, citato dalla Tass.  I raid condotti da Stati Uniti, Francia e Regno Unito in Siria sono “un atto di aggressione contro una nazione sovrana”, ha detto Putin. La Russia ha intenzione di chiedere una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza Onu. Le forze aeree difensive russe, intanto, sono state messe in stato di combattimento, fa sapere lo stato maggiore russo, citato da Interfax.

“Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno realizzato l’attacco contro la Siria nel momento in cui il Paese aveva la possibilità di un futuro pacifico”, ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova su Fb.

“Quelli dietro il raid rivendicano la leadership morale in questo mondo e sbandierano la loro esclusività e unicità”, afferma. “E in effetti ci vuole un tipo molto particolare di unicità per attaccare la capitale siriana in un momento in cui il Paese si trova finalmente davanti a una possibilità di pace”.

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