Alfie, i genitori chiedono ai medici di poterlo portare a casa. Appello al Papa

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Agenpress – Sono disperati i genitori del piccolo Alfie Evans, al quale è stato rifiutato il trasferimento in Italia. Lo ha annunciato il papà Tom,  domandandosi se adesso tentare altri ricorsi “sia la cosa giusta da fare” e non un modo per tirarsi dietro “altre critiche” da parte dei giudici. E concludendo di aver deciso a questo punto, con la moglie Kate, di “avere un incontro con i dottori dell’Alder Hey: noi ora cominciamo a chiedere di portarlo a casa”.

“Alfie – ha proseguito – non ha più bisogno di terapie intensive, ormai. E’ steso nel lettino con un litro di ossigeno che gli entra nei polmoni (dalle bombole portatili) e per il resto respira da sé. Alcuni dicono che sia un miracolo, ma non è un miracolo, è stata una diagnosi sbagliata”. A ogni modo, “tutto ciò che chiediamo ai medici è un incontro positivo e che Alfie possa tornare a casa entro un giorno o due. Se poi l’incontro non andrà bene, torneremo in tribunale”. “Io – ha insistito Tom – resto seduto accanto al letto di Alfie ogni secondo di ogni giorno. Non soffre e non prova dolore e questo mi incoraggia sempre di più: spero che possa vivere per un numero X di mesi, magari di anni”.

Alfie continua a respirare nel terzo giorno di distacco dalla ventilazione assistita permanente, “senza che le sue condizioni siano peggiorate”.  “Sta ancora lottando”, dice il papà. appare “tranquillo” e “contento”, con il battito cardiaco stabile. I medici dell’Alder Hey, a suo parere, “si sono sbagliati”, Alfie “lo ha dimostrato” visto che vive tranquillamente, felicemente, senza alcuna forma di ventilazione” assistita.

Papà Tom ha chiesto al Papa “di venire qui per rendersi conto di cosa sta accadendo. Venga a vedere come mio figlio è ostaggio di questo ospedale. È ingiusto quello che stiamo subendo. Grazie Italia. Vi amiamo. Alfie è una parte della famiglia italiana, è una parte dell’Italia. Noi apparteniamo all’Italia”.

 

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