Di Maio non è più contro Berlusconi? Nessun veto contro di lui. E il Cav che dice?

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Agenpress – “Il vero grande tema non è Berlusconi ma gli altri”. Dice Luigi Di Maio di M5S riferendosi a chi sia responsabile dello stallo sul governo. “Se siamo arrivati fin qui è perché ci sono dei responsabili. Se dovessi fare una graduatoria delle responsabilità di questo blocco e del ritorno al voto  in cima sicuramente c’è Salvini, che ha scelto il Cav al cambiamento; poi c’è Renzi che ha ingannato partito e opinione pubblica,prima con la possibilità di un’apertura e poi ha fatto saltare tutto”.  Il nostro “non è un veto su Berlusconi; è una volontà di dialogare con la Lega. Punto”.

“Noi  vogliamo fare un governo che preveda due forze politiche e non quattro. Perché lo abbiamo visto cosa succede quando si fanno i governi a quattro o a cinque forze politiche. Abbiamo detto: andiamo avanti insieme per un governo del cambiamento. Qual è il veto? Nessuno”.

Dal canto suo Forza Italia, divisa al suo interno sulla necessità o no di assicurare un appoggio esterno ad un esecutivo M5s-Lega o comunque di dare la possibilità al governo giallo-verde di nascere, si compatta sul leader. Fiducia a Silvio Berlusconi, piena autonomia sulle scelte del presidente: è il messaggio che i capigruppo di FI rilanceranno oggi ai parlamentari riuniti a Montecitorio e palazzo Madama. In tanti tra deputati e senatori chiedono sotto traccia che si dia il via libera per avviare un governo, anche per evitare un voto anticipato – che spaventa i forzisti – ma la linea è che al momento non ci sono tutte le condizioni per fare retromarcia. Il Cavaliere ieri dopo un pomeriggio di riflessione ha chiuso la porta all’appoggio esterno. Ma la trattativa – ammettono nel partito azzurro – c’è, prosegue ed è pressante.

Da qui la richiesta di Lega e M5s di avere un tempo supplementare prima che il presidente della Repubblica presenti il suo esecutivo di tregua. La spinta che arriva dalla pattuglia azzurra è quella di andare all’opposizione e di valutare di volta in volta il da farsi, una linea delle ‘mani libere’ ma senza mettersi di traverso a prescindere.

“Se vogliono fare il governo, lo facciano. L’alleanza resta perché per noi è un grande valore, ma nessuno ci può chiedere di più”, commenta  Renato Brunetta parlando con i giornalisti a Montecitorio. “Del resto – ha aggiunto – anche nel 2011 e nel 2013 la Lega non votò per i governi Monti e Letta, ma l’alleanza rimase”.

“Ho sentito Berlusconi stanotte, oggi leggo dei titoli dei giornali abbastanza surreali sul suo passo indietro o di lato, il tema vero è che la Lega e il M5S hanno i voti per insediare un Governo e fare un accordo politico, a cui Forza Italia non parteciperà con un appoggio esterno”,  dichiara il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.  “Il che non vuol dire che dopo sei settimane di stallo del Paese, non si possa guardare a questa esperienza di un nostro socio strutturale da vent’anni, con una benevolenza critica, di certo non voteremo la fiducia a un Governo che contiene i 5 stelle, incompatibili alla nostra visione politica”.

“Non possiamo dare un appoggio esterno a un governo M5S-Lega perché non possiamo accettare esclusioni di principio. Mi auguro si possa arrivare ad avere un governo politico guidato dal centrodestra. Se così non sarà, non si può votare in piena vacanza. E’ giusto votare a fine settembre”, dice il presidente del Parlamento UE Antonio Tajani. “Abbiamo grande rispetto e fiducia nelle decisioni di Mattarella – aggiunge – vedremo quali saranno le sue mosse. Non si tratta di votare no a un governo neutrale, si tratta di tenere unito il centrodestra”.

In Forza Italia comunque c’è chi chiede il “riconoscimento politico” da parte del M5s. E’ il portavoce dei gruppi parlamentari Giorgio Mulè, deputato particolarmente vicino a Berlusconi: “Non so come, ma lo devono fare: possono chiamarsi, meglio sarebbe se si vedessero… Ci deve essere un contatto diretto, perché qui stiamo parlando del governo del Paese, mica sono barzellette”. Ovvero: Di Maio dovrebbe passare dal veto al vedere Berlusconi, o quanto meno dialogare con lui

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