Zaia: “Siamo di fronte ad un’Europa che fa da padre-padrone. Non accettare supinamente tutto quello che dicono”

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Agenpress. Siamo di fronte ad “un’Europa che fa da padre-padrone e pensa di governare i suoi figli con le infrazioni”, “non dobbiamo accettare supinamente tutto quello che questi signori dicono.

Questa é un’Europa in mano ai burocrati e le infrazioni sono un ulteriore elemento per valorizzare la loro vita”. E’ questo il pensiero del Presidente del Veneto, Luca Zaia  a margine della Plenaria del Comitato europeo delle Regioni- rispetto al deferimento dell’Italia davanti alla Corte di giustizia Ue per la violazione delle norme comunitarie su smog e xylella. “Noi siamo attenti all’ambiente,ma viviamo in un territorio come la Pianura Padana che geograficamente è un catino e trattiene più inquinanti di quello che una prateria aperta potrebbe contenere”, sottolinea Zaia.

“Ricordiamoci anche che questa è l’area del Pil del Paese e dell’Europa – continua il presidente – il Veneto ha 150 miliardi di Pil e 600mila imprese. Se poi vogliamo chiuderle tutte basta che l’Europa ci dica di cosa dobbiamo vivere. Sottolineo comunque che non c’è meno inquinamento nelle metropoli europee” e “avremmo qualcosa da ridire anche sull’uniformità dell’atteggiamento della Commissione nei confronti dei diversi Stati membri”.

Tra l’altro, ha aggiunto Zaia,”Ultimamente abbiamo solo brutte notizie dall’Unione europea. Non solo per quanto riguarda il bilancio, ma ad esempio anche l’ultima proposta di fare in modo che il Fondo sociale europeo non sia più gestito dalle regioni, che peraltro come nel caso del Veneto hanno avuto ottimi risultati, ma bensì dagli Stati membri. Questo significa conclamare fino in fondo che la scelta europeista é una scelta di centralismo puro”. Secondo il presidente della Regione del Veneto, i tagli ai fondi strutturali e alla politica agricola comune previsti dalla Commissione Ue dal 2021 puntano “a un’equa divisione del malessere”.

“La verità – ha aggiunto Zaia – è che i virtuosi come il Veneto vanno in grossissima difficoltà perché noi siamo buoni investitori di fondi comunitari, abbiamo i risultati sul territorio e un riscontro sul comparto economico in generale. Invece chi sperperava prima continuerà a farlo, anche se un po’ di meno”.

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