Migranti. Minniti: “A Bruxelles un fallimento. L’Italia era andata per suonare il piffero ed è tornata suonata”

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Agenpress. «L’Europa ha rischiato di implodere su una questione, l’immigrazione, che non costituisce affatto un’emergenza. Si è fatto un lavoro che riporta l’orologio indietro di un anno. A giugno scorso, in 36 ore arrivarono 26 imbarcazioni e collocarle nei nostri porti fu un problema gigantesco.

Allora una discussione che investisse l’Europa avrebbe avuto un fondamento ma ora non c’era alcun motivo, se non quello dell’estremizzazione politica, di avviare una discussione così aspra e ultimativa nella quale l’Italia ha rischiato di rompersi l’osso del collo».

«L’Italia era andata a Bruxelles per suonare il piffero ed è tornata suonata. Se si è trovato un accordo minimale e fragilissimo Io si deve all’opposto delle alleanze in campo, per iniziativa degli odiatissimi francesi mentre l’amatissimo gruppo di Visegrad ha messo all’angolo il nostro Paese. E d’altronde non poteva essere diversamente. Se la tua impostazione è nazional-populista ti scontri con gli interessi di altri Paesi, inconciliabili tra loro, confini contro confini. L’Italia era andata per chiedere maggiore condivisione ed è tornata abdicando totalmente a questa richiesta, scambiando l’obbligatorietà con la volontarietà».

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