Cristina Cattafesta: “sorpresa dalla mobilitazione, sono molto arrabbiata, quella prigione è il palazzo delle lacrime”

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Agenpress. “Sono stata praticamente in isolamento per dieci giorni, non ho avuto nessuna informazione ne’ su quello che stava succedendo qui, quindi sono rimasta sorpresa di sapere cosa si era mosso in Italia” ha affermato Cristina Cattafesta a Radio Popolare.

“Quando mi hanno accolto all’aeroporto c’è stata una scenetta. Mi han detto: ‘sa signora, abbiamo ricevuto molte pressioni’ e io ho pensato alla mia numerosa famiglia senza sapere che invece si sono mobilitati giornalisti, associazioni, gruppi, personalità istituzionali. Ma io lì davvero pensavo di essere abbandonata. Non mi hanno fatto parlare e vedere nessuno, hanno negato la visita persino al console italiano. Per cui immagina di essere sola al mondo, non sai perché sei lì, perché ti trattengono, che succede fuori e allora ho iniziato a pensare ok, adesso cominciano le vacanze, qui minimo sei mesi”.

“Sono molto arrabbiata, per le modalità con cui è avvenuto questo fermo, arresto, non so come definirlo. Sono furiosa per come le persone vengono trattate in quel centro, veramente come delle bestie. E che non mi vengano a dire che i prigionieri hanno da mangiare, hanno le cure mediche. Certo, anche i polli di allevamento hanno queste cose, ma non si può rimanere in un posto come quello per mesi senza sapere perché sei lì e quando e in che modalità verrai liberato. Non è umano. Quello è il palazzo delle lacrime. Ci sono persone lì dentro che piangono dalla mattina alla sera per giorni interi. Ripeto, il punto non è il materasso pulito o il buon cibo, il dramma è la mancanza di libertà e il non sapere che ne sarà di te. Ci vuoi espellere? Benissimo, fallo subito. C’è gente che aspetta lì da un anno e io non ci credo che ci vogliano tanti mesi per analizzare una situazione. Ci sono in persone in quel posto che meritano un trattamento ben diverso”.

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