Assoedilizia: “la crisi del mercato immobiliare ha generato senso di impoverimento generale”

0
238

Agenpress. Fino a qualche tempo fa era possibile mantenere in patrimonio l’immobile prescindendo dalla sua immediata redditività, perchè lo stesso era in grado di conservare il suo valore nel tempo.
Ora ciò non lo è più, tanto è gravoso il carico fiscale e gestionale del patrimonio immobiliare.
Le istituzioni economiche internazionali, quali l’Ocse, il FMI, la Commissione Europea, la Bce, nutrono la convinzione che ci si debba spostare, dalla gestione individuale del risparmio direttamente svolta dalle famiglie, ad una gestione collettiva, attraverso intermediari finanziari.

Applicando imposte “virtuose”, in grado di produrre crescita economica: quelle cioè che, dissuadendo le famiglie dall’investimento diretto, possono indurle a spostare nel senso anzidetto i propri risparmi.

L’Italia sposti l’imposizione fiscale dalle persone alle cose, dal lavoro ai beni, dall’economia statica a quella dinamica o reale, nella loro concezione quella finanziaria.

Figlia di questa idea è la politica fiscale seguita dal Governo dei tecnici tra il 2011 ed il 2013 con il pesantissimo inasprimento del carico fiscale su tutte le categorie di immobili. Non solo, si è varata anche una riforma catastale che, per esplicito riconoscimento del legislatore stesso, potrebbe comportare gravi distorsioni, eliminabili attraverso “correttivi”, per altro macchinosi, di dubbia efficacia, e di là da venire, quindi inefficaci.

L’effetto psicologico sulle famiglie risparmiatrici è stato rovinoso: perdita di fiducia, i valori immobiliari scesi vertiginosamente, il mercato bloccato. Un senso di impoverimento generale ha cominciato a diffondersi presso i risparmiatori immobiliari e non; i cittadini hanno ridotto drasticamente i consumi, la crisi, da finanziaria che era, si è trasformata in crisi economica. Altro che imposte salutari ai fini della crescita: si è innescato un grave processo di recessione economica.

Ma il danno non si è limitato ad una ingente perdita di ricchezza nazionale, derivante dal calo dei valori di tutto il patrimonio immobiliare italiano.

Ha avuto altri gravi effetti collegati.
La crisi del mercato immobiliare ha generato una crisi del settore delle costruzioni con conseguente default di molte imprese.

Questo, unito alla diminuzione dei valori immobiliari che si è ripercossa sul sistema delle garanzie reali in sede di finanziamenti bancari, ha dato luogo ad un abbassamento del rating degli Npl, creando serissime difficoltà alle banche. Altra perdita ingente di ricchezza per il Paese. E potremmo continuare.

Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia

Commenti