C&W: crollano del 40% gli investimenti immobiliari in Italia

0
375

Agenpress. Il volume degli investimenti nel settore immobiliare registrato in Italia nel primo semestre ammonta a circa 3,3 miliardi di euro, in flessione tendenziale di quasi il 40%.

Così Cushman & Wakefield che ricorda come il 2017 sia stato tuttavia un anno record per il settore, con operazioni per un controvalore complessivo di 11,3 miliardi e una buona verve per ogni segmento del real estate ad esclusione del comparto residenziale.

La società statunitense attribuisce il cambio di trend a “nuovi elementi di incertezza, legati anche alla situazione politica ed economica italiana” che “hanno contribuito a rallentare la crescita sostenuta del volume degli investimenti immobiliari che proseguiva da ormai cinque anni”.

La contrazione dei volumi si riferisce in particolare al settore direzionale (-58%) ed è riconducibile principalmente alla carenza di prodotto in linea con gli standard internazionali, risultato della limitata attività di sviluppo e riqualificazione operata negli ultimi anni. La limitata offerta di prodotto ‘core’ ha generato un’elevata competizione e quindi una compressione dei rendimenti ‘prime’ fino a raggiungere valori minimi storici, intorno al 3,5% netto per Milano e 4% per Roma.

Uffici e Retail si confermano invece settori dominanti in termini di volumi transati (circa 35% ciascuno), seguiti da Logistica (12%) e Alberghiero (10%).

Secondo la ricerca, Milano rimane più resiliente rispetto ad altri mercati italiani, confermandosi ‘gateway city’ in Europa, in grado di competere con gli altri mercati europei e attrarre un numero crescente di investitori e corporate.

Inoltre, il Retail continua ad essere un target per gli investitori, con particolare riferimento a centri commerciali (55% del volume retail) e High Street (30%), e circa il 60% delle transazioni registrate nel primo semestre è rappresentato da portafogli. Su quest’ultimo fronte, le città principali si confermano Milano, Roma, Venezia, Firenze e in minor misura anche Torino, dove l’interesse degli investitori è alimentato dalla dinamicità del mercato delle locazioni e dal trend positivo dei canoni, sostenuti dai flussi turistici che caratterizzano queste città.

Per quanto riguarda il segmento out of town, il mercato è sempre più polarizzato, con domanda crescente e pressione sui rendimenti per i centri riconosciuti come “retail destination”, mentre soffrono i prodotti secondari non supportati da solide catchment area.

La logistica, che rappresenta il 12% sul totale degli investimenti, è l’unico segmento che mostra un andamento in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+25% ma partendo da una base limitata), a conferma del forte interesse generato dalla continua evoluzione dell’e-commerce e dall’espansione della Gdo.

Infine, il mercato alberghiero presenta interessanti opportunità e ampi margini di crescita, non solo nei mercati principali ma anche in location secondarie che offrono rendimenti appetibili, oppure considerando asset class ‘alternative’ quali residenze per studenti e ostelli, settori attualmente in evoluzione.

Commenti