Listeriosi: Iss, nessun focolaio in Italia. Alcune regole fondamentali per ridurre il rischio di contrarre la malattia

0
272
Agenpress. “In Italia, al momento, non risultano focolai di infezione da listeria e per rafforzare e armonizzare la sorveglianza di questa malattia tra le Regioni èpartita quest’anno un’azione centrale del ministero della Salute a cui partecipa l’Istituto superiore di sanità”. Lo rende noto l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) sul portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica Epicentro.
In Italia, la listeriosi è una malattia soggetta a notifica obbligatoria (ai sensi del D.M. 15 dicembre 1990). Accanto al flusso di notifiche ufficiali è attiva dal 2010 un’attività di sorveglianza di laboratorio, coordinata dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e finalizzata principalmente alla tipizzazione sierologica e molecolare degli isolati clinici e alla loro caratterizzazione sul piano epidemiologico. I flussi di sorveglianza ufficiale delle malattie infettive e della sorveglianza di laboratorio relativi ai casi e agli isolati clinici costituiscono le fonti utilizzate per alimentare i flussi europei del sistema TESSy (The European Surveillance System) ai quali l’Italia partecipa fin dal loro avvio (2007) e della rete di allerta EPIS event-based.
Dal 2015 al 15 giugno 2018 in 5 Stati membri dell’Ue sono stati segnalati 47 casi di listeriosi, di cui 9 ad esito fatale, causati da un nuovo ceppo di Listeria monocytogenes, isolato da prodotti surgelati, in particolare da mais e mix di verdure contenenti mais.
La Ministra della salute Giulia Grillo in una nota stampa del 9 luglio ha detto che segue “con attenzione la vicenda del batterio Listeria. Il ministero ha subito attivato anche i Nas, che stanno compiendo ispezioni a campione.  Presto conto di avere un quadro esauriente della situazione”. Lo ha dichiarato , per rassicurare sul pronto intervento attuato dal Ministero sui richiami di lotti di prodotti vegetali surgelati in Italia e in altri Paesi europei.  I richiami fanno seguito a una segnalazione di allerta europea proveniente dall’Ungheria, relativa alla presenza di Listeria  monocytogenes in vegetali surgelati.
La Listeria è un batterio resistente alle basse temperature e provoca tossinfezioni alimentari. Comunque  viene inattivato con la cottura.
Oltre agli obblighi degli operatori del settore alimentare (che devono, fra l’altro, informare i propri clienti sulla non conformità riscontrata negli alimenti da essi posti in commercio e a ritirare il prodotto dal mercato), il consumatore deve verificare sulla confezione che ha in casa il marchio, il nome del produttore e i lotti di produzione e i prodotti soggetti a richiamo non devono essere consumati e vanno riportati al punto vendita. I richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori possono essere consultati on line sul sito del ministero della salute.
Listeria monocytogenes, responsabile della listeriosi, è un batterio ubiquitario, che può essere  presente nel suolo, nell’acqua e nella vegetazione e può contaminare diversi alimenti (latte, verdura, formaggi molli, carni poco cotte, insaccati poco stagionati…). La principale via di trasmissione  per l’uomo è quella alimentare. Bambini e adulti sani possono essere occasionalmente infettati, ma raramente sviluppano una malattia grave. La malattia è più grave in soggetti debilitati, immunodepressi e nelle donne in gravidanza.
La gravità della sintomatologia varia sensibilmente in funzione della dose infettante e dello stato di salute dell’individuo colpito. Si va da forme simil-influenzali o gastroenteriche, accompagnate a volte da febbre elevata fino, nei soggetti a rischio, a forme setticemiche, meningiti o aborto. Questo batterio  resiste molto bene alle basse temperature e all’essiccamento, e resiste  in alimenti conservati a temperatura di refrigerazione (4°C); è invece molto sensibile alle usuali temperature di cottura domestica degli alimenti,  infatti, a seguito di trattamento termico superiore a 65 C° , è inattivato.
Ecco alcune regole fondamentali per ridurre il rischio di contrarre la malattia attraverso l’adozione  delle usuali  regole di igiene nella manipolazione degli alimenti anche a livello domestico , in particolare:
lavarsi spesso le mani, pulire frequentemente tutte le superfici e i materiali che vengono a contatto con gli alimenti (utensili, piccoli elettrodomestici, frigorifero, strofinacci e spugnette);
 lavare accuratamente frutta e verdura con acqua potabile prima del consumo;
 in frigorifero,  conservare separatamente e in contenitori chiusi, gli alimenti crudi, cotti e pronti al consumo;
 cuocere bene gli alimenti;
non preparare con troppo anticipo gli alimenti da consumarsi previa cottura; in caso contrario conservarli in frigo e riscaldarli prima del consumo;
 non lasciare i cibi deperibili a temperatura ambiente e rispettare la temperatura di conservazione riportata in etichetta.
Per quanto riguarda i congelati/surgelati è indispensabile attenersi alle norme di preparazione dell’alimento riportate sulla confezione, che normalmente  comportano la cottura prima del consumo.
Commenti