Borsellino. Casellati. E’ stato un grande magistrato, un eroe civile, un patrimonio dell’Italia

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Agenpress – “Domani ricorre un triste e doloroso anniversario, una di quelle date che hanno cambiato la storia d’Italia, che hanno cambiato tutti noi: domani ricorre il 26esimo anniversario della strage di via D’Amelio. Insieme al giudice Paolo Borsellino persero la vita i 5 agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina ed Emanuela Loi”.

Lo dice in Aula la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati ricordando la strage di via D’Amelio.

“Paolo Borsellino  non è stato solo un grande magistrato, non è stato solo un esempio da seguire nella lotta alla mafia e alla criminalità organizzata. E’ stato – ed è – molto di più. Un eroe civile. Un patrimonio di quell’Italia che non si è piegata, che non ha cercato scorciatoie, che non è scesa a compromessi. Quel 19 luglio ha tolto tantissimo all’Italia; quel 19 luglio ha dato tantissimo alla storia d’Italia. La lotta alla mafia è stata da allora vissuta come un dovere morale, nella consapevolezza che non possono esserci cedimenti di alcun tipo rispetto all’affermazione, sempre e comunque, della legalità”.

“Lo spirito che ha animato l’azione di Borsellino è infatti sempre stato positivo e propositivo. Per lui la mafia non era un male inestirpabile ma un fenomeno criminale e come tutti i fenomeni criminali poteva e doveva essere sconfitto”.

“Un obiettivo per raggiungere il quale era convinto che non servisse solo la repressione ma fosse indispensabile diffondere una vera cultura della legalità, a partire dalle nuove generazioni. Amava dire Borsellino sulla mafia: “Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa Mafia svanirà come un incubo”.

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