Tav. Fassino (PD). A rischio isolamento Italia. Siamo di fronte ad una “decrescita infelice”

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Agenpress . “Si parla della Tav  non sapendo bene di cosa si parli. Intanto non è una ferrovia locale, ma un tratto essenziale di quel grande corridoio di mobilità che va dalla Russia all’Atlantico. Se si pensa di bloccare l’alta velocità in Val di Susa e, secondo i proponimenti del ministro Toninelli, anche da Brescia a Trieste, non è che quel corridoio europeo non si realizzerà”.

E’ quanto afferma Piero Fassino (PD), in una intervista al dal Corriere della Sera, per il quale siamo di fronte ad una “decrescita infelice”.

Quanto ai costi, “stiamo parlando di un’opera che ha un contributo europeo a fondo perduto del 40% del costo dell’ infrastruttura. E quanto alla copertura della restante parte, in tutte le grandi opere l’ammortamento avviene lungo un arco temporale di decenni. Così come i ‘benefici’ si misurano non sull’oggi, ma su un tempo di medio periodo. Quando si progettò l’Autostrada del Sole non c’erano i flussi di traffico di oggi, ma allora si pensò ai flussi futuri”.

Fassino prevede che “si sceglierà un altro percorso, passando per Austria, Baviera e Francia, con il risultato di isolare l’Italia da una grande vena di flussi di persone, merci e tecnologie. Un enorme danno per il nostro Paese”.

Condivido le considerazioni di Angelo Panebianco sul Corriere di domenica. L’Italia è esposta seriamente al rischio di un governo animato da pulsioni antiscientifiche e antimoderne, da una forma di luddismo nei confronti di tutto cioè che è sviluppo e crescita”.

 

 

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