Argentina. Il Senato vota “no” all’aborto. I Vescovi a difesa della vita. Scontri in piazza

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Agenpress – Il Senato argentino ha detto no alla legalizzazione dell’aborto. Al termine di un dibattito durato 16 ore, 38 senatori hanno detto ‘No’ al testo che prevedeva interruzione volontaria della gravidanza durante le prime 14 settimane, 31 hanno votato a favore e due si sono astenuti.

Tra i senatori che hanno votato a favore c’è stata Cristina Fernandez de Kirchner, presidente della Repubblica argentina dal 2007 al 2015, che ha affermato di essersi opposta in precedenza, ma che “le migliaia di ragazze che hanno manifestato per le strade” a sostegno della legge le avevano fatto cambiare idea. “Non è una questione di credenze, ma di un problema che esiste”.

Dopo il voto sono scoppiati violenti scontri a Buenos Aires: i manifestanti pro-aborto hanno lanciato pietre e bottiglie e dato fuoco a cumuli di immondizia a pochi metri dall’ingresso del parlamento argentino. La polizia ha risposto sparando gas lacrimogeni; diverse persone arrestate. Il gruppo che ha causato i disordini è stato tuttavia una minoranza rispetto alla dimostrazione pacifica con la quale decine di migliaia di persone – sia favorevoli che contrari alla legge – hanno atteso, nonostante il maltempo, l’esito del dibattito-fiume al Senato.

“Come Chiesa, abbiamo partecipato nel dibattito cercando un dialogo illuminante, senza considerare come nemici coloro che la pensano diversamente”, hanno commentato i  vescovi del paese decidendo di assumere una posizione di conciliazione.

I Vescovi ringraziano  tutti quelli che si sono pronunciati per difendere la vita e si riferisce particolarmente alla testimonianza dei poveri che, affermano, insegnano sempre a “ricevere la vita come arriva e a saper prendersene cura perché è un dono di Dio”. Inoltre ribadiscono che il dialogo tra le Chiese cristiane con le altre religioni è cresciuto grazie agli sforzi per proteggere la vita, dal concepimento fino alla morte naturale.

“Ora bisogna prolungare questi mesi di dibattito e proposte concretamente nell’impegno sociale necessario per essere vicini a tutta la vita vulnerabile. Ci troviamo di fronte a grandi sfide pastorali per annunciare con maggiore chiarezza il valore della vita: l’educazione sessuale responsabile, l’accompagnamento verso case materne sorte ad hoc nei nostri quartieri più umili per accompagnare le donne incinte in situazioni di vulnerabilità e l’attenzione verso le persone che hanno vissuto il dramma dell’aborto”.

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