Turchia. La lira affonda: perde fino a 13,5% sul dollaro. Erdogan” “loro hanno i dollari e noi il nostro Dio”

0
342

Agenpress – Non si arresta il crollo della lira turca che, in avvio di contrattazioni, è arrivata a perdere fino al 13,5% sul dollaro, secondo quanto riporta Bloomberg. La valuta di Ankara, sotto attacco per via dei timori sulle politiche economiche del paese, è arrivata a scambiare fino a 6,3 sul biglietto verde per poi recuperare un po’ di terreno e ora tratta a 5,81.

La lira turca ha toccato un minimo storico di 6,3 sul dollaro in scia alle crescenti preoccupazioni sulle relazioni con gli Usa e sulla galoppata dell’inflazione, che mette a rischio i piani del governo di arginare il crollo della valuta sui mercati. La valuta di Ankara sta vivendo la peggior settimana dallo scoppio della crisi finanziaria nel 2008 e l’attenzione è ora rivolta al discorso che il President Recep Tayyip Erdogan terrà  oggi alle 13 ora italiana nella provincia di Bayburt.   Il governo turco ha abbassato ieri dal 5,5 al 4% il target di crescita e sta cercando di sistemare le vulnerabilità di un’economia preda di un’inflazione galoppante mentre i rendimenti sui titoli di Stato decennali viaggiano poco sotto il 20%.

“Non dimenticate questo: se loro hanno i dollari, noi abbiamo la nostra gente, il nostro Dio”, ha detto ieri sera Erdogan da Rize. In giornata è previsto un annuncio del ministro delle Finanze e genero del presidente, Berat Albayrak, che dovrebbe rivelare i piani per una “nuova economia” nel tentativo di rassicurare gli investitori. Intanto il leader turco è tornato a denunciare “le varie campagne” portate avanti contro la Turchia e ha ribadito: “Non dategli credito”. “Oggi stiamo meglio di ieri e domani staremo ancora meglio – ha promesso – Non ho dubbi su questo”. “Noi lavoriamo sodo”, ha aggiunto. Nelle ultime ore è tornata ad Ankara la delegazione guidata dal neo vice ministro degli Esteri, Sedat Onal, che era in missione a Washington dopo le ultime tensioni esplose con la decisione degli Stati Uniti di imporre sanzioni contro i ministri turchi di Giustizia e Interni in relazione al mancato rilascio del pastore americano Andrew Brunson, arrestato in Turchia nel 2016 con l’accusa di terrorismo e spionaggio e ora agli arresti domiciliari.

Commenti