Roma, calpestato il patrimonio dell’Unesco. Metalli (Lega) Minimarket gestiti da stranieri al posto di botteghe storiche

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Agenpress. Roma – dichiara Massimiliano Metalli (Lega Salvini Premier) – aveva due particolarità che la rendevano unica al mondo: le bellezze storico-artistiche e la pulsante vita degli artigiani. Le belle botteghe e i caffè, veri e propri ritrovi degli intellettuali più celebri, spazzati via da esercizi commerciali dozzinali.

Il Centro Storico di Roma è iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco fin dal 1980 e la superficie totale del sito iscritto è di 1.469,17 ettari, dei quali 1.430,8 relativi alla parte italiana (Centro Storico di Roma) e 38,9 di competenza della Santa Sede.

Oggi le piccole imprese artigiane sono sottoposte a vessazioni inaudite e a balzelli inaccettabili, fra cui l’insostenibile rincaro degli affitti.

Per fermare immediatamente questa emorragia, che sta dissanguando l’anima migliore del commercio e dell’artigianato di antica tradizione, – Metalli propone alla Sindaca Raggi –  di individuare nel centro storico e in alcuni municipi di Roma, dei locali comunali ad uso commerciale per installarvi delle attività artigiane che non riescono a sostenere economicamente il canone di locazione al privato.

Il vastissimo patrimonio immobiliare pubblico su cui Roma può già contare potrebbe essere opportunamente valorizzato proprio con un’operazione di questo tipo.

E’ necessario – continua Metalli – il recupero delle tipicità commerciali e artigiane che un tempo non lontano erano prerogative del nostro centro storico, come testimoniano le oltre 100 strade che prendono il nome dagli antichi mestieri artigiani.

Inoltre il centro storico è sfregiato da esercizi commerciali, aperti anche la notte, gestiti da stranieri che hanno inferto il colpo di grazia al decoro urbano della città.

Quando un artigiano  – conclude Metalli -chiude la propria attività senza poter trasmettere i segreti del proprio mestiere a un giovane, l’intera città si impoverisce, il patrimonio di competenze e di saperi si depaupera.

Quando un’attività commerciale spegne definitivamente le proprie insegne, tutta la città diventa più buia, inospitale, insicura, anonima.

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